10 assurde prove d’amore di una fanciulla degli anni Novanta

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Picciolo e foglia di una melaIeri ho scritto un post revival sul mio blog, una sorta di flusso di coscienza adolescenziale. Mi hanno risposto un sacco di lettrici, tutte con storie simili alla mia, tutte con le stesse piccole solitudini e gli stessi grandi ricordi. Ho pensato che tra qualche anno sarà il turno delle nostre figlie, ho pensato anche che mi piacerebbe tenere bene a mente le cose assurde che facevo, per capire meglio Marta (sperando che sia meno scema della madre). Da qui nasce questo elenco: 10 assurde prove d’amore di una fanciulla degli anni Novanta.

1. Le scie nel cielo. Guardando il cielo con le amiche, quando passava un aereo, facevamo a gara a chi dicesse prima: “mi pensa”. A pensarci era il nostro amore impossibile e le scie non erano neanche chimiche.

2. Mi fischia l’orecchio dimmi un numero. L’amica diceva sempre, ma sempre, 8. Allora tu snocciolavi l’alfabeto abcdefgh… H. E gli Hobbit a Torino, ai tempi, scarseggiavano.

3. Il picciolo della mela. Si prendeva una mela, si girava il picciolo, a ogni giro si pronunciava una lettera dell’alfabeto, nella speranza che il picciolo si rompesse sull’iniziale del ragazzino che ti piaceva. Per esperienza andava fortissima la G. Mai avuto un fidanzato con la G.

4. La linguetta della Coca Cola. Variante del picciolo, si faceva con la linguetta delle lattine, avanti e indietro snocciolando l’alfabeto. Tradizione vuole che le linguette fortunate, quelle che si staccavano sull’iniziale giusta, finissero dritte dritte sulle pagine della Smemo.

5. I doppi numeri nelle targhe delle macchine. Questa era complessa e aveva anche la filastrocca che una mia lettrice mi ha ricordato per intero. 11 non ti caga nessuno, 22 le mie labbra sulle tue, 33 il mio amore pensa a me, 44 amore matto, 55 corna finte (questo è puro surrealismo), 66 il mio amore pensa a lei, 77 corna perfette, 88 amore cotto, 99 apputamento (qui le rime erano finite).

6. La somma dei numeri nelle targhe. Variante del punto cinque: qualora si fosse trovata una targa con tre numeri ripetuti allora si poteva esprimere un desiderio o sommare le tre cifre per ottenere la lettera-iniziale del nome dell’amato.

7. Il pacchetto di sigarette. Appena aperto un pacchetto si girava una sola sigaretta al contrario, che andava fumata per ultima esprimendo un desiderio.

8. Il desiderio del frutto di stagione. Un grande classico: la prima fragola a maggio, la prima nespola, la prima ciliegia… i desideri che sapevano di primavera, i migliori.

9. La statistica sulle lettere dei nomi. Questa era abbastanza complicata, ricordo solo che c’era di mezzo un calcolo di alta matematica sul numero di L di O di V e di E presenti nei due nomi della coppia. Per poter portare a termine l’equazione dovevi almeno aver dato Analisi 1 all’università.

10. La doppia ora. Ogni volta che si posava lo sguardo su un orologio digitale e le ore e i minuti corrispondevano (22:22 per esempio) si poteva esprimere un desiderio perché lui ti pensava.

Non so voi ma metà di queste cose io le faccio ancora, magari è la volta buona che incontri quel ragazzo della G.

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6 Comments on "10 assurde prove d’amore di una fanciulla degli anni Novanta"

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  1. marta scrive:

    sono cose che facevamo anche negli anni 70/80…. compresa la somma dei numeri di una targa che corrispondeva ad una lettera dell’alfabeto e doveva indicare l’iniziale del nome di un ragazzo…. eh si, quando facevi le “vasche” avanti e indietro in via xx settembre per incrociare quello che ti piaceva…. quando sentivi le farfalle nello stomaco ogni volta che lo incontravi…

  2. CeciliaM scrive:

    L O V E…lo facevo sempre! Dovevi scrivere quante L, poi quante O, V E c’erano nel tuo più suo nome e cognome, e sommarli tra di loro fino a che rimaneva un numero compreso tra 1 e 99…ecco la percentuale dell’ammmmore!

  3. Ely scrive:

    Anch’io le faccio ancora!e quella del frutto l’ho insegnata anche a mia figlia!!!e poi c’era il pacchetto di sigarette trovato a terra che se era ancora intatto potevi schiacciarlo ed esprimere un desiderio!!!

  4. Gemma scrive:

    Aspetta, aspetta! C’era anche quella che con la calcolatrice sommavi le due date di nascita e continuavi a dividere il totale per due finchè non venivano solo due numeri prima della virgola per sapere quanta percentuale c’era che voi due stesse insieme una vita.
    E la variante di LOVE: scrivendo i nomi e i cognomi contavi le lettere uguali, dalla sequenza di numeri dovevi cominciare a sommare dalle estremità finchè non ottenevi due numeri idem come sopra.
    Oh santo cielo, quanto ero scema!! 😀

  5. Barbara scrive:

    Lo facevamo anche noi ragazze degli anni 80, però se vedevi le 11.11 voleva dire che avevi le corna!
    Credo lo faranno anche le ragazze del 2010…20… Grazie x questo tuffo nella demenza adolescenziale

  6. enri scrive:

    Sigh sob…che nostalgia!

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