Leggere ai bambini è un atto d’Amore

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi che dimostrano i benefici dell’approccio precoce dei bambini alla lettura ad alta voce. Si può iniziare già a sei o sette mesi di vita del piccolo. Certo non si tratta di insegnargli a leggere ma di sfogliare un libro insieme a mamma o papà, guardando le figure e ascoltando il testo letto ad alta voce.

Questa piacevole consuetudine, infatti, aiuta i bambini  a sviluppare una maggiore abilità di linguaggio. Ciò non significa che imparerà a parlare prima ma, memorizzando le nuove parole arricchirà il suo vocabolario.

Leggere fiabe fa bene ai bimbi di pochi mesi, e che dire di quelli che devono ancora nascere? Infatti è provato che dopo il quinto mese di gravidanza, quando l’orecchio del nascituro si è formato ed è funzionante, il piccolo sente la voce della mamma e impara a riconoscerla. Ed è stato dimostrato che cantare, parlare e recitare filastrocche al bimbo nel pancione lo aiuta a sviluppare il suo sistema nervoso.

Dunque trasmettere a un bambino l’amore per la lettura è molto più importante che insegnarli a leggere. Rappresenta lo stimolo principale che lo porterà, negli anni successivi, a coltivare questa passione di sua spontanea volontà. Altrimenti crescerà con la convinzione che leggere sia un dovere sgradevole imposto dalla scuola. Un buon approccio sarebbe proporre ai piccoli letture di vario genere: favole, fumetti, racconti e magari anche poesie in modo che possano individuare i generi che più li attraggono e sviluppare un gusto personale, proprio come si fa con i diversi alimenti dello svezzamento.

Un altro aspetto molto importante è il fattore affettivo. Infatti fin dalla nascita la relazione del bambino con i genitori è basata in gran parte sull’ascolto delle loro voci. La lettura dunque né è il proseguimento rafforzando da un lato il legame con i genitori e dall’altro il bimbo imparerà ad amare i libri.

Per instaurare il rituale della lettura è bello scegliere un momento tranquillo della giornata, magari prima di andare a letto o dopo mangiato, ed un luogo comodo e confortevole. Se è stanco o è attratto da un altro gioco non bisogna insistere. Usare sempre un linguaggio colorito per sottolineare rumori, versi di animali, voci di bambini o di adulti, aiutandoci con gesti teatrali. Mentre leggiamo indichiamo le figure e descriviamole, creando suspance, rallentando o accelerando il ritmo a seconda della scena che stiamo leggendo. Lasciamo che sia il bambino a scegliere il libro preferito anche se è sempre lo stesso.

Dopo i 3 anni il bambino sarà in grado di raccontarti la storia che ha appena letto. Per stimolare il suo interesse verso i libri porta spesso tuo figlio in libreria o in biblioteca e lascia che prenda confidenza con i testi. A tal proposito voglio segnalarvi un progetto ideato dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche e dal Centro per la Salute del Bambino di Trieste nato nel 1999 è chiamato “Nati per Leggere” con lo scopo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini compresi tra i sei mesi e i sei anni. Qui trovate tutte le informazioni.

Mi piace concludere con una frase del grande genio della letteratura per ragazzi Gianni Rodari che diceva “il verbo ‘leggere’ non va mai coniugato all’imperativo“. Infatti sarà sicuramente più stimolante per il bambino vedere che mamma e papà trascorrono il loro tempo libero leggendo un libro piuttosto che sentirsi dire ‘Leggi, vedrai che bello!‘.

E i vostri piccini vi chiedono di leggergli delle storie?

Immagine:
bibliopop.iobloggo.com

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One Response to “Leggere ai bambini è un atto d’Amore”

  1. livia scrive:

    Io l’estate scorsa ho iniziato a leggere il primo libro di Harry Potter a mio figlio, che all’epoca aveva quasi cinque anni. In genere non leggo più di due o tre pagine per volta, cinque al massimo, e ogni volta gli chiedo di fare il punto della situazione prima di iniziare. Lui si è appassionato, e, piano piano, senza neanche accorgercene, siamo arrivati al quinto volume.
    Se conoscete Harry Potter, saprete che i volumi diventano via via più impegnativi, sia come mole che come contenuti ed emozioni messe in gioco. Alla fine di ogni libro penso di fermarmi per un po’ di tempo prima di iniziare il successivo, perché anche mio figlio cresca, ma poi continuiamo, avvinti dalla trama.
    Mi chiedo se vada bene così, ma poi lo vedo appassionato e vado avanti.

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