Oggi voglio parlarvi dei corsi di nuoto per neonati, detti anche “di acquaticità”, che hanno l’obbiettivo di rafforzare il legame genitore-bambino attraverso il gioco, in piena libertà ma anche far familiarizzare il piccolo con l’acqua, ovviamente senza regole o costrizioni. Dunque non insegnare necessariamente al bambino a nuotare ma permettere alla mamma e al piccolo di conoscersi meglio in un ambiente nuovo e stimolante.
I corsi di acquaticità possono essere iniziati solo dopo i 3-4 mesi, dopo le prime vaccinazioni, quando il sistema immunitario è già sufficientemente maturo. Indispensabile è un inserimento graduale in modo che il piccolo si abitui poco alla volta all’assenza di gravità e si può continuare sino ai 3 anni: all’inizio con cadenza settimanale e poi, anche bisettimanale.
Alla prima immersione ogni bambino reagisce in maniera diversa. Alcuni si bloccano, altri manifestano subito gioia e divertimento, altri ancora piangono e hanno bisogno di essere rassicurati e abbracciati. Ma qualsiasi sia la reazione del piccolo, è importante tenere presente tre piccole regole:
- lasciare sempre che sia il bambino a scegliere i tempi per avvicinarsi all’acqua;
- evitare movimenti bruschi in quanto potrebbe spaventarsi;
- per lui lo stare in acqua comporta un grosso impegno fisico, quindi, se si dimostra insofferente non bisogna insistere.
I corsi di acquaticità hanno grandi vantaggi sia per il bambino che per il genitore ed allora vediamoli insieme:
- l’immersione lo calma e lo rilassa anche perché gli ricorda le piacevoli sensazioni della vita intrauterina. L’acqua esercita un benefico micro-massaggio sulla pelle e stimola movimenti dolci che rilassano la muscolatura;
- il movimento provoca la liberazione nell’organismo di endorfine, sostanze che regalano benessere e serenità. L’appetito migliora e anche il sonno è più profondo e tranquillo;
- favorisce lo sviluppo fisico e motorio;
- il bambino impara a eliminare il catarro da naso e gola;
- con il supporto del genitore, il piccolo impara a essere autonomo anche in ambienti diversi dall’acqua;
- in acqua i genitori si sentono più liberi e trovano nuovi modi per giocare e comunicare con il piccolo, migliorando l’intesa reciproca;
- i genitori imparano a conoscere meglio il proprio bambino e a mettersi in sintonia con le sue esigenze.
Ed ora qualche piccolo consiglio per salvaguardare la sua salute:
- la temperatura dell’acqua della piscina (32°C) basta per evitare il rischio di congestione. In ogni caso, è meglio far entrare il piccolo in acqua quando non è affamato, perché più rilassato!
- se ha la tosse, prima di portarlo in piscina è bene chiedere al pediatra;
- il raffreddore non è un problema. Anzi, l’ambiente umido della piscina fluidifica le secrezioni favorendone una rapida espulsione;
- se il bambino ha la febbre va tenuto a casa;
- in caso di otite media, la piscina è consigliata perché favorisce l’eliminazione del catarro dalle vie respiratorie;
- il cloro presente nell’acqua potrebbe arrossare gli occhi, ma basta sciacquarli con acqua dolce.
Immagine:
infantswimming.com
















