Oggi vi mostro i dati di un sondaggio sulla vita online degli adolescenti. Lo studio ha coinvolto un campione di 955 giovani americani (dai 13 ai 17 anni) e dimostra quanto ben più pericolosi possano essere i gesti degli adolescenti effettuati senza pensare o senza avere la percezione di un ipotetico pericolo. I dati che ne emergono non sono a parere mio molto rassicuranti. Vediamo insieme quali sono stati i risultati evidenziati dalla ricerca.
Gli adolescenti parlano con persone estranee, fornendo loro informazioni personali
- il 69% di adolescenti dai 13 ai 17 anni effettua aggiornamenti del proprio stato sui social network divulgando anche la propria posizione geografica esatta;
- il 28% dei teenager chatta con persone che non conosce nel mondo offline rivelando alcuni dati personali, quali:
- il 43% il comunica proprio nome
- il 24% il proprio indirizzo email
- il 18% invia foto personali
- il 12% il numero di cellulare
- le ragazze sono più propense dei ragazzi a chattare con le persone che non
conoscono
I ragazzi sanno che non devono parlare con gli estranei, è una delle prime cose che vengono loro insegnate. Ma online c’è un senso di fiducia e anonimia che permette loro di abbassare la guardia. I ragazzi non darebbero mai il loro nome ed indirizzo ad un estraneo nel mondo reale, è quindi allarmante vedere quanti giovani fanno tranquillamente queste cose online.
Il 22% dei ragazzi non sa cosa fare se rimane vittima di cyberbullismo
Il fenomeno del cyberbullismo è stato oggetto di molti articoli sui giornali, con storie di adolescenti e ventenni perseguitati on line. Un adolescente su tre conosce qualcuno che ha commesso atti simili o che ha ricevuto informazioni malvagie via web (email anonime, pettegolezzi online, diffusione di informazioni private senza autorizzazione o informazioni offensive). Malgrado questo, il fenomeno del cyber bullismo resta: circa il 22% degli adolescenti e non sa come comportarsi se subisce attacchi di questo tipo.
I ragazzi accedono al web perlopiù fuori da casa
Quasi tutti accedono al web da fuori casa ed è impossibile tenerli sotto controllo. La risposta giusta quindi non sta nel tenere il computer di casa sorvegliato, ma bisogna educare i ragazzi a cautelarsi mentre utilizzano Internet, anche quando sono lontani dalla supervisione degli adulti. I numeri sono chiari:
- l’87% dei giovani utilizza il web da qualsiasi parte, tranne che a casa
- il 54% vi accede dalla casa degli amici o di altri familiari
- il 30% vi accede tramite il cellulare e il 21% tramite i videogame
- il 23% va online da qualsiasi parte con la rete Wi-fi
Gli adolescenti nascondono ai genitori quello che fanno online
Circa il 42% dei ragazzi ammettono di non dire ai genitori che cosa fanno quando sono online e che cambierebbero il loro comportamento online se sapessero che i loro genitori sono stati a guardare. Nel tentativo di nascondere ulteriormente il proprio comportamento online succede che:
- il 38% dei ragazzi chiude o riduce al minimo il browser quando i genitori entrano nella stanza
- il 32% dei ragazzi cancellano la cronologia del browser quando hanno finito di utilizzare il computer
Che il sondaggio sia stato rivolto a ragazzi americani non deve farci sottovalutare il problema perché non riguarda solo loro. Quando c’è di mezzo la tecnologia parlare di confini nazionali e culturali è inutile. Fenomeni come Facebook o Skype hanno ampiamente dimostrato come oggi possiamo “connetterci” con chiunque, ovunque esso geograficamente si trovi. Dopo questo sondaggio penso che difficilmente dormiremo sonni tranquilli dopo aver regalato un PC o un telefonino ai nostri figli.
Voi cosa ne pensate? Avete figli adolescenti? Come vi regolate?
Fonte: paternitaoggi.it
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