Da 18 giugno 2009 1 commento Leggi tutto →

Aborto spontaneo: cosa può provocarlo?

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Un’aborto spontaneo è un evento che lascia sempre il segno, in qualunque epoca si verifichi. Ma non pregiudica affatto una nuova maternità. Circa il 15-20% delle gravidanze si interrompe e quando accade la prima cosa che i genitori vogliono capire è quale sia stato il motivo. Ma le cause possono essere tante e difficili da individuare.

A prescindere dall’epoca in cui l’evento si è verificato, bisogna sempre risalire all’inizio della gravidanza, cercando di individuare i fattori che potrebbero portare ad un esito negativo. Per esempio la mamma era in sovrappeso e soffriva di pressione alta? Nelle urine vi era presenza di proteine? I valori glicemici erano normali? E’ da tener presente comunque che la gravidanza rappresenta per il corpo uno sforzo incredibile al quale un organismo sano si adatta senza problemi. Dunque proviamo ad individuare le possibili cause dell’interruzione in base al trimestre in cui è avvenuta, fermo restando che sono solo alcune tra le più probabili e che non si tratta di una suddivisione netta, visto che molte di queste possono verificarsi anche in altri periodi della gravidanza.

Nel primo trimestre:
causa genetica: c’è stato un “errore” nell’unione di ovulo e spermatozoo che ha reso impossibile la prosecuzione della gravidanza. E’ la causa più frequente e si verifica soprattutto con l’aumentare dell’età materna;
causa ormonale: alcune alterazioni impediscono di rendere accogliente l’ambiente intrauterino, con conseguente aborto;
anomalie uterine: la più frequente, sebbene abbastanza rara, è l’utero setto cioè quando la cavità uterina è divisa in due da una membrana fibrosa e questo può interferire con l’impianto e la crescita dell’embrione;
trombofilia: è la tendenza del sangue a coagulare in eccesso limitando la funzione placentare e riducendo il passaggio di nutrimento e ossigeno al feto.

Nel secondo trimestre:
incontinenza cervicale uterina: il collo dell’utero non riesce a rimanere ben chiuso e si apre, provocando la rottura del sacco amniotico con conseguente aborto tardivo;
infezioni: alcune, come la toxoplasmosi, la rosolia, la varicella, possono attraversare e contagiare il feto. Anche le infezioni vaginali, se non curate, possono risalire attraverso la cavità amniotica e indurre contrazioni che provocano aborto o, in epoca avanzata, parto pretermine.

Nel terzo trimestre:
diabete gestazionale: porta a uno sviluppo eccessivo del bambino, ma la placenta, che non cresce allo stesso modo, non è in grado di passare al piccolo la quantità di ossigeno di cui ha bisogno;
ipertensione: può provocare una riduzione o il blocco della crescita del bambino, dal momento che compromette la funzionalità della placenta, riducendo il passaggio di ossigeno e nutrienti da mamma a bambino;
distacco della placenta: è spesso la conseguenza di un cattivo “ancoraggio” della placenta, il più delle volte associato a disturbi ipertensivi della gravidanza come quantità eccessiva di liquido amniotico o traumatismi.

Immagine:
psych.nyu.edu

1 Comment on "Aborto spontaneo: cosa può provocarlo?"

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  1. sonia scrive:

    ho avuto un aborto per incontinenza cervicale a 22 settimane di gravidanza.mi è stato drtto che la causa della morte del mio bimbo è una grossa infezione alla placenta e io stessa ho avuto la seticemia rischiando di morire. secondo me la mia gine non mi ha curato bene lo streptococco al quarto mese e altrin batteri hanno preso campo uccidendo il mio piccolo .secondo voi?

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