Da 26 aprile 2010 0 commenti Leggi tutto →

Affido: genitori usa e getta?

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Sul Corriere della Sera di lunedì 19 aprile ho letto un interessante articolo in cui si parlava di affido, che definiva provocatoriamente i genitori affidatari come “usa e getta”.  Due sono i casi citati, emblematici, che vi riporto qui di seguito. A Claudio e Cinzia viene affidata Micha, 6 mesi e un passato già turbolento: la piccola trascorre insieme a loro 15 mesi felici, dopodiché viene data in adozione a un’altra famiglia, perché Claudio e Cinzia non sono giovani e non possono adottare bambini così piccoli. Non c’è modo neanche di ottenere un’adozione speciale, concessa solo in casi particolarissimi. Micha deve affrontare un nuovo traumatico cambiamento, perché i diritti dei suoi genitori adottivi, in attesa da tre anni, vengono prima dei suoi personali, oltre che di quelli della coppia affidataria.

Daniela Assembri, single, riceve in affido nel 2006 il piccolo Mathias di pochi giorni, che rimane con lei per più di due anni. Lo cresce nel periodo più impegnativo e più importante della vita di un bambino, senza sapere per quanto tempo il piccolo resterà con lei; finché il bambino viene dato in adozione a una nuova famiglia, che non vuole neanche incontrare la madre affidataria per un passaggio di consegne. Daniela – come single – può avere bambini in affido, ma non in adozione.

Il sito www.lagabbianella.org raccoglie queste e molte altre storie, e avanza una richiesta al parlamento italiano, dettata dal buon senso, per chiedere un ritocco alla legge 184/83 che regola la materia:

“Qualora l’affidamento di un minore si risolva in un’adozione, a causa del mancato recupero della famiglia d’origine, vanno protetti i rapporti instauratisi nel frattempo tra affidati e membri della famiglia affidataria. Va quindi favorita la permanenza del bambino nella famiglia in cui egli già si trova; ove ciò non sia possibile, va comunque tutelato il mantenimento di un rapporto affettivo con la famiglia affidataria, nelle forme e nei modi  ritenuti più opportuni dagli operatori, dopo aver ascoltato la famiglia affidataria stessa e la futura famiglia adottiva”.

Se condividete questa richiesta, potete firmare la petizione tramite il sito indicato qui sopra. Perché i diritti dei bambini affidati e delle famiglie che si prendono temporaneamente cura di loro vengano tenuti in considerazione almeno tanto quanto quelli delle famiglie adottive.

Immagine: langolodellanimatore.it

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