Da 22 dicembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Agopuntura: disturbi gravidanza addio!

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L’agopuntura è una tecnica della medicina tradizionale cinese, che trova ormai larga applicazione anche in occidente, tra l’altro ampiamente convalidata dal sistema sanitario europeo. E’ una terapia molto antica, che ha lo scopo di ristabilire lo stato di salute e di benessere dell’organismo qualora questo sia stato alterato per una qualsiasi causa, interna o esterna.

Totalmente priva di controindicazioni o effetti collaterali, l’agopuntura è ideale durante l’attesa per cercare di risolvere quei disturbi tipici della gravidanza senza dover ricorre all’uso di farmaci. La terapia è basata sull’uso di aghi lunghi e sottili, rigorosamente monouso, che possono far registrare sensazioni diverse come senso di peso, calore, una specie di scossa ma mai vero e proprio dolore. Naturalmente è assolutamente indispensabile affidarsi solo a mani esperte.

Nausea e vomito
Per alleviare questi disturbi il punto principale da sollecitare si trova nella parte interna e centrale del braccio, per l’esattezza tre dita al di sopra della piega del polso che associati ad altri 2 o 3 punti, localizzati su tronco e gambe, si riesce a tenere i sintomi sotto controllo, che si tratti di una semplice nausea mattutina o di una forma più accentuata, con ripetuti episodi di vomito. Le sedute, di trenta minuti ciascuna, variano a seconda dell’intensità del disturbo. In linea di massima, vengono effettuate due sedute settimanali, per due o tre settimane.

Cefalea
In genere, in gravidanza il mal di testa migliora spontaneamente. Ma nel caso in cui questo non avviene l’agopuntura può diventare allora la soluzione ideale perché si può tenere a bada il disturbo senza dover ricorrere ai farmaci e si possono curare tutti i tipi di cefalea. La scelta dei punti da stimolare dipende dal tipo di mal di testa, dalla zona in cui è localizzato e dai sintomi che l’accompagnano. Le sedute variano da una a due a settimana, per periodi variabili fino a 3-4 mesi.

Lombosciatalgia
E’ un disturbo tipico della gravidanza, specialmente negli ultimi mesi, ed anche in questo caso, il metodo permette di diminuire progressivamente il dolore fino a farlo scomparire, evitando naturalmente il ricorso agli antinfiammatori. I punti da stimolare sono diversi, posti sul dorso e lungo le gambe. Il numero delle sedute è di 2 a settimana, per un periodo variabile in base all’entità del disturbo.

Gambe gonfie
Col procedere dell’attesa, l’utero che aumenta di volume tende a comprimere i savi sanguigni della parte inferiore del corpo provocando i classici disturbi delle gambe gonfie e/o emorroidi. L’agopuntura, ripristinando la funzionalità del sistema circolatorio, risulta efficace anche contro questi problemi. La stimolazione dei punti, alcuni dei quali si trovano sull’orecchio, varia in base all’entità del disturbo così come varia il numero delle sedute da una a due a settimana, per un periodo che va, in media, dai 2 ai 3 mesi.

Ma dopo aver accompagnato al futura mamma nel corso della gravidanza, l’agopuntura può essere efficace anche in occasione del parto nell’induzione del travaglio quando la gravidanza è oltre il termine, potenziare le contrazioni uterine accorciando i tempi del travaglio e persino controllare il dolore. Anche se ancora negli ospedali italiani non è ancora attuabile per mancanza di agopuntori.

E voi mamme avete mai fatto ricorso a questa tecnica? Cosa ne pensate?

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