Alcol in gravidanza: anche un solo bicchiere al giorno può far male

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Capita che quando annunci orgogliosa di essere incintaa qualcuno venga in mente di festeggiare con un bel calice di spumante. Se sei al primo figlio – cioè se stai attenta ad ogni tuo respiro e calcoli ogni tua mossa – ti sorge il dubbio che l’alcol possa fare male al bambino, soprattutto all’inizio della gravidanza, quando gli organi sono in formazione. Però, alla fine, cedi. In fondo, un bicchiere di spumante non ha mai ucciso nessuno. E poi bisognerà bene festeggiare, no? In realtà le cose non stanno proprio così…“Fino a qualche anno fa si riteneva che gli effetti dell’alcol sul feto fossero dose-dipendenti, cioè tanto più gravi quanto maggiore la quantità di alcol assunto dalla madre” – spiega Giorgio Donegani, nutrizionista e direttore scientifico dell’associazione Food & School -. Sulla base di questa convinzione molti ginecologi ancora oggi si sentono di poter permettere alle loro pazienti di bere un bicchiere di vino nella giornata (mezzo ad ogni pasto). In realtà, si è visto invece che l’alcol, che passa interamente dalla mamma al bambino attraverso la placenta, ha effetti più o meno negativi non in base alla sua quantità, ma a seconda dell’epoca in cui viene a contatto con il feto. Paradossalmente, anche una futura mamma che beve poco ha teoricamente la possibilità di nuocere al bambino, se l’alcol raggiunge la placenta proprio nel momento in cui stanno svolgendosi reazioni metaboliche di tipo anabolico, cioè di costruzione dei tessuti (eventualità molto frequente in gravidanza). Attenzione: questo vale indipendentemente dal mese di gravidanza in cui ci si trova, quindi anche quando il feto è già formato”.

Tanto per capirsi: non c’è dose di alcol né epoca gestazionale che possa considerarsi di sicurezza. Le possibili conseguenze vanno da deficit della crescita a problemi neurologici fino a disturbi neuropsicologici. È ovvio che maggiore è il consumo di alcol (per esempio nelle madri alcolizzate), maggiori possibilità ci saranno di interferire con i processi anabolici e quindi di danneggiare il bambino.

Stefania Cecchetti
giornalista e scrittrice

foto: www.100scienze.it

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