Alimentazione bambini: gli orti nelle scuole

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Senza dubbio l’impatto mediatico che ha avuto l’orto della Casa Bianca è stato forte: l’obiettivo di promuovere il cibo sano, a chilometri 0 in una nazione in cui il junk food è la norma è stato raggiunto e gli effetti positivi si vedranno negli anni a venire. Pochi sanno che dietro all’orto di Michelle c’è un progetto studiato e pensato da anni. L’ideatrice è Alice Waters, chef dello storico Chez Panisse di Berkeley, California e Vicepresidente internazionale del movimento Slow Food, che da anni si batte per un’alimentazione organica e un’educazione alimentare per i più piccoli. A metà degli anni ’90, Alice Waters decise di proporre nelle scuole americane un nuovo metodo di educazione alimentare, basato sull’attività pratica nell’orto e sullo studio e trasformazione dei prodotti in cucina. Nacque il progetto the edible schoolyard che ha ispirato l’orto di Michelle Obama, grazie al quale i bambini delle scuole di Washington hanno aiutato la First Lady a coltivare ortaggi, imparando così l’importanza dell’alimentazione sana e biologica.

Il progetto the edible schoolyard si è esteso agli orti scolastici italiani nel 2003, con il nome di ‘orto in condotta’ e alla fine del 2005 già una cinquantina di orti scolastici erano nati nella penisola. Nel frattempo il numero di orti scolastici in tutta Italia si è moltiplicato e alla fine del 2008 si è giunti a quota 183 in tutta Italia.

Nadia Nicoletti, insegnante alle elementari in provincia di Trento, porta avanti un progetto di orto nella scuola in cui insegna e ha scritto un interessantissimo libro sulla sua esperienza dal titolo ‘L’insalata era nell’orto‘.

immagine: moglialunga.it

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