Allarme pidocchi: cosa fare?

ADV

bimbo-pidocchi

A poco più di un mese dall’inizio della scuola si ripresenta, puntuale, l’allarme pidocchi. Nei cartelli appesi davanti alle aule di materne e elementari si chiede ai genitori di ispezionare le teste dei bambini, per verificare l’eventuale presenza degli odiosi insetti. Per chi è alle prime armi, però, l’impresa non è banale. Anche superato il ribrezzo iniziale, spesso non si sa proprio da che parte cominciare. Innanzitutto è bene fare un bel respiro e abbandonare i pregiudizi atavici: il pidocchio ormai abita le migliori teste del pianeta, le epidemie sono endemiche ed è meglio rassegnarsi subito a convivere con le orride bestiole per tutto il tempo che i nostri  figli frequenteranno la comunità. Scuole (dal nido alle medie senza differenze), palestre, stabilimenti balneari, giardinetti sono infatti tutti luoghi di possibile contagio. Visto che non si può far crescere i pargoli nell’isolamento, meglio cambiare prospettiva. In fondo i pidocchi della testa sono sicuramente un fastidio, ma non causano malattie! E se non sempre si riesce a evitare che vengano a banchettare sulle nostre teste, si può rendere loro la vita breve, liberandosi del problema nella maniera più rapida e meno fastidiosa possibile.

PARTECIPA AL CONCORSO PIDOCCHIO-QUIZ!
SCOPRI I PREMI IN PALIO!

Cercare i pidocchi

L’ispezione della testa è l’unica forma di prevenzione e di diagnosi possibile. Solo mediante un’attenta “esplorazione” della chioma, si può scoprire se un bambino ha i pidocchi o no. Il prurito, sintomo principale della presenza di pidocchi, in realtà non è un indizio sufficiente, poiché in molti casi si può essere già infestati senza avvertire alcun disturbo.
Vediamo dunque cosa, come, dove e quando cercare:

  • Armati di pettinino a denti stretti, posizionatevi vicino a una fonte di luce. Sul cuoio capelluto potrete individuare i pidocchi adulti, i giovani e le loro uova (le cosiddette lendini). Gli insetti, lunghi max 4mm, scappano dalla luce e si nascondono fra le ciocche, quindi sono molto difficilmente visibili.
  • Le lendini sono invece fisse. Si tratta di  piccoli puntini di forma allungata di una colorazione traslucida, che va dal bianco al marroncino. Minuscole, possono sembrare forfora, ma sono posizionate vicino alla radice del capello a max 1,5 cm e tirandole con le dita non si staccano. Sono vive solo se posizionate vicino alla radice del capello; oltre 1.5 cm da essa sono morte e non hanno bisogno di trattamento. Solo gli insetti si muovono da una persona all’altra. Le uova invece non si diffondono, ma possono essere la spia della presenza di insetti.
  • Le zone del capo dove concentrare la nostra attenzione sono vicino al cuoio capelluto, dietro le orecchie, sulla nuca.

come-usare-il-pettine

  • Dividete la chioma (asciutta o bagnata) in ciocche. Appoggiate il pettinino sul cuoio capelluto, tirate giù con fermezza, osservando la presenza di lendini dopo ogni colpo e ricordatevi di pulirlo ogni volta con della carta, esamindano i residui che rimangono attaccati.
  • Effettuate questa manovra due volte su tutto il cuoio capelluto, magari con l’ausilio di una lente di ingrandimento.

Eliminare i pidocchi

Una volta accertata la sua presenza, bisogna affrontare il problema in modo radicale, per eliminarlo definitivamente.

I trattamenti anti-pidocchio sono sostanzialmente quattro:

  1. I trattamenti chimici a base di pesticidi di fatto avvelenano i pidocchi. Disponibili sotto forma di emulsioni, gel, lozioni, shampoo a risciacquo e schiume, possono contenere piretrine o permetrina e. Proprio perché si tratta di prodotti chimici, non sono strumenti di prevenzione. E’ utile ricordare che negli ultimi anni si è creato un problema di resistenza nei pidocchi, in parte dovuto all’uso sbagliato o eccessivo per un lungo periodo di questo genere di prodotti.
  2. I trattamenti meccanici eliminano i pidocchi con un meccanismo d’azione fisica, senza ricorrere ai pesticidi. Il vantaggio è che l’insetto non attiva una strategia di resistenza e dunque non riesce a mutare geneticamente. Privi di agenti chimici, si possono usare con tranquillità sui bambini piccoli e in gravidanza. E, anche dopo un utilizzo ripetuto, non danneggiano i capelli.
  3. I trattamenti manuali: uno dei sistemi di rimozione meccanica più usato è il pettine a denti fitti, lo stesso che si usa per l’ispezione della testa. Si utilizza per 30 minuti sui capelli bagnati con l’aiuto di un balsamo, ripetendo la manovra ogni 3-4 giorni. Metodo che richiede tempi lunghissimi e quindi poco gradito ai bambini, ha un esito che dipende dall’esperienza e dall’accuratezza di chi lo utilizza. Più pratico invece il pettinino elettrico, capace di uccidere gli insetti e di emettere un segnale acustico in presenza delle uova.
  4. i trattamenti alternativi a base di olii essenziali (di neem, di lavanda, teatree ecc.) promettono di soffocare i pidocchi adulti e le larve. Altri miscugli invece avrebbero proprietà repellenti e sarebbero in grado di creare un ambiente sfavorevole alle lendini (uova). Non esiste però alcuna evidenza scientifica della loro efficacia.

Esiste poi una lunga lista di rimedi casalinghi, più o meno noti, che va dall’aceto alla lavanda, passando per maionese, balsamo, decotto di aglio, phon e piastra per i capelli. Si tratta di ricette anti-pidocchio casalinghe ed economiche che raccolgono gruppi di fan, pronti a giurare su risultati miracolosi. Inutile dire che anche qui di scientifico c’è ben poco.

Scrivi un commento