Da 20 ottobre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Allattamento: quando e come usare il tiralatte

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Il tiralatte è un apparecchio che consente, alla mamma che allatta al seno, di estrarre il latte dalla mammella per poi offrirlo al piccolo se non fosse possibile attaccarlo al seno. Di solito è un contenitore di plastica dotato di un piccolo imbuto (o coppa per il seno) da fare aderire all’areola e tramite l’attivazione di un sistema a pompa che esercita una pressione che stimola l’estroflessione del capezzolo e la fuoriuscita di latte.

Questo meccanismo è simile a quello indotto dalla suzione del bambino, indispensabile per mantenere attiva la produzione di latte da parte della ghiandola mammaria. Il ricorso al tiralatte, quindi, permette di continuare ad alimentare il piccolo con il latte materno anche quando non si è in grado di offrirgli il seno, con tutti i vantaggi che questa pratica assicura alla sua salute e al suo benessere.

Solitamente le situazioni in cui si ricorre all’uso del tiralatte sono le seguenti:
nascita prematura del bambino, in quanto di solito i bambini nati prima della 37 settimana non hanno la forza per attaccarsi al capezzolo e succhiare in modo adeguato, oppure non lo fanno per il tempo necessario ad assicurarsi la quantità di latte sufficiente. Ecco perché nella maggior parte dei casi gli si offre il biberon con latte estratto dal seno tramite il tiralatte;
disturbi al seno che possono rendere difficoltoso l’allattamento e di conseguenza l’attaccamento del bambino al seno;
rientro al lavoro prima del termine dell’allattamento, se la mamma ricomincia a lavorare mentre allatta ancora il piccolo al seno, non potendo essere presente per tutte le poppate, può utilizzare il tiralatte per creare scorte da dare al piccolo con il biberon mentre lei è fuori casa.

Ma come si conserva il latte? Il latte estratto con il tiralatte mantiene inalterate le sue proprietà nutritive:
– per 24 ore se viene conservato in frigorifero;
– per 2-3 mesi se viene conservato nel freezer applicando ai contenitori delle etichette che riportino la data. Quando, però, il latte viene scongelato, l’eventuale “avanzato” non può più essere ricongelato, esattamente come per gli altri alimenti.
In commercio esistono appositi recipienti sterilizzati o pratiche bustine in plastica richiudibili ermeticamente da 60/120 grammi che, nel caso si utilizzi il freezer, non vanno mai riempiti del tutto perché congelandosi il latte aumenta di volume.

Dunque se la neomamma decide di acquistare un tiralatte può rivolgersi in farmacia o nei negozi specializzati e scegliere tra due principali tipologie:
tiralatte manuali che si distinguono tra modelli “a pompetta”, dotati di una leva da azionare a mano che schiacciata ripetutamente stimola l’estrazione, e modelli “a siringa” che funzionano grazie all’effetto aspirante prodotto tirando su e giù la parte bassa del contenitore;
tiralatte elettrici tra cui sono disponibili sia modelli portatili a batteria, piccoli, maneggevoli e particolarmente indicati per gli spostamenti, sia modelli di grandi dimensioni simili a quelli utilizzati nei reparti maternità degli ospedali. Questi ultimi sono consigliati quando si devono estrarre grosse quantità di latte (per esempio se la neomamma ha avuto dei gemelli).

Immagini:
my.opera.com
culladelbimbo.it
guidaacquisti.net

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