Da 15 ottobre 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Allattare al seno: le ragadi nemiche dell’allattamento

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La poppata è un momento di benessere per il piccolo, ma anche per la mamma, cui gli ormoni stimolati dalla suzione, prolattina e ossitocina, regalano un profondo rilassamento. Qualche volta, però, allattare al seno può diventare davvero doloroso e una delle cause principali sono le ragadi.

Le ragadi sono screpolature e lesioni più o meno profonde che compaiono sul capezzolo e molto spesso sono causa di “abbandono” dell’allattamento. Infatti, quando si soffre di ragadi, può capitare che, a causa del dolore e dopo aver provato vari rimedi, senza però riuscire a risolvere il problema, la mamma non riesca più a reggere la situazione e decida di interrompere le poppate.

Non solo. Le ragadi possono anche favorire la comparsa di ulteriori complicazioni, quali l’ingorgo e la mastite. Infatti, se a causa del dolore si tende ad allungare la pausa tra una poppata e l’altra o a ridurre la durata dei pasti del piccolo, il seno, che non viene drenato adeguatamente, può ingorgarsi e il ristagno di latte favorisce la proliferazione di germi e aumenta il rischio di un’infezione batterica, la mastite.

Limitare le poppate può avere anche conseguenze negative per quanto riguarda la produzione di latte (che diminuisce se il seno viene stimolato meno) e la quantità del latte stesso. Dunque quando compaiono le ragadi è importante identificarne la causa e intervenire subito. Meglio sarebbe rivolgersi al più presto a un figura esperta in allattamento come l’ostetrica in modo che possa offrire informazioni e suggerimenti mirati per superare le difficoltà.

Nella maggior parte dei casi, il dolore ai capezzoli è dovuto ad un attacco scorretto del piccolo, per questo il primo passo è correggere la posizione e l’attacco del bambino durante la poppata. Mentre, l’applicazione di disinfettanti e tinture vegetali è sconsigliata poiché può seccare la pelle ritardando la soluzione del problema. Meglio evitare anche creme e pomate che potrebbero ostacolare la poppata, perché la bocca del bambino “scivola” e non riesce ad attaccarsi correttamente peggiorando la sensazione di dolore.

Per accelerare la cicatrizzazione delle ragadi è opportuno, invece, lasciare il seno scoperto il più possibile e dopo la poppata, spalmare alcune gocce del proprio latte sul capezzolo, massaggiare delicatamente e lasciarle asciugare. Il latte materno contiene, infatti, anticorpi e sostanze che stimolano la crescita dell’epidermide, e quindi favoriscono la cicatrizzazione, ed esercitano un’azione antibatterica. Infine, meglio non utilizzare le coppette assorbi latte perché il contatto continuo con la superficie umida ritarda la guarigione. In caso di perdite di latte particolarmente abbondanti tra una poppata e l’altra si potranno indossare le “conchiglie” in plastica dura che applicate tra il seno e il reggiseno, impediscono che gli abiti si bagnino e raccolgono il latte fuoriuscito.

E voi avete sofferto di ragadi durante l’allattamento? Raccontateci la vostra esperienza!

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Blogmamma.it ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

4 Comments on "Allattare al seno: le ragadi nemiche dell’allattamento"

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  1. Paola scrive:

    Ciao Cristina…si Livia ha proprio ragione…tutto dipende da come si attacca il piccolo! E’ importante che il piccolo prenda in bocca anche l’areola. Questo è fondamentale per svuotare bene il seno, stimolarlo ed evitare lesioni dolorose, praticamente non deve prendere in bocca solo il capezzolo!
    E quindi non è detto che se hai sofferto di ragadi con la tua prima bambina ne soffrirai anche con il secondo.
    In bocca al lupo!!!

  2. Livia scrive:

    Dipende molto anche da come il bambino si attacca. Magari il tuo prossimo si attacca bene da subito, e andrà tutto liscio… Per il secondo è anche più facile, perché trova un seno che è già pronto per dare latte e una mamma che sa già come fare.

  3. Cristina scrive:

    Anch’io ho avuto questo problema per circa 2 mesi e ho usato le coppette in plastica rigide da applicare tra il seno e il reggiseno, me le aveva consigliate l’ostetrica al corso preparto. Comunque ho sofferto tanto ma ho resistito e piano piano le ragadi sono guarite e ho allattato la mia bimba fino ai 12 mesi. Ora sono di nuovo incinta e ho molta paura che si ripresenti questo problema: qualcuno sa se la cosa è come dire…. inevitabile… nel senso che una volta che si è avuta si avrà anche per i figli successivi oppure non è detto che il problema si ripresenti?
    Ciao a tutti

  4. Elena scrive:

    Io parlo della mia personale esperienza: ho avuto le ragadi per quasi due mesi dal 4° giorno dopo il parto. Un capezzolo era più colpito rispetto all’altro. Sono guarita solo dopo aver acquistato ed usato 24 ore su 24 per 3 settimane (cioè fino a completa guarigione) le coppette in argento, leSILVER CUP, da me acquistate in farmacia al costo di circa 50 euro. Sono state miracolose, le mie ferite erano grandine ma ho resistito e poi con le coppette d’argento son finalmente guarita e ora allattare è davvero un piacere. Ne è valsa la pena! CIAO

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