Da 14 gennaio 2009 3 Commenti Leggi tutto →

Allattare, che passione!

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Ho allattato i miei due figli piuttosto a lungo, in maniera esclusiva per i primi sei mesi, e poi ho continuato ad allattarli ancora per parecchio tempo. Ho avuto la fortuna di non avere problemi, del tipo : “si attacca, ma non cresce abbastanza” , oppure, “fa fatica ad attaccarsi”, oppure ancora, “si attacca male, causando ragadi”. Niente di tutto questo. Ho avuto solo qualche ingorgo, ma quando l’allattamento era ormai tranquillamente avviato, e che si è risolto senza particolari problemi.

I vantaggi dell’allattamento al seno rispetto a quello artificiale sono innumerevoli. Il latte materno è più nutriente, saporito, sano, ricco di sostanze nutritive rispetto a quello artificiale. Purtroppo  – o per fortuna? – non è stato ancora possibile creare in laboratorio un sostituto altrettanto ricco del latte materno, perché quest’ultimo cambia sapore a seconda di quello che la mamma ha mangiato, educando il piccolo al gusto, contiene anticorpi, varia a seconda del momento in cui viene emesso (il primo latte di una poppata è più fluido, zuccherino e dissetante, l’ultimo è più grasso e più nutriente), a seconda del momento delle giornata e anche in base allo stato d’animo della mamma.

Se una mamma fa poppare un bambino appena nato stimola la produzione di endorfine e crea subito quell’attaccamento che sarà fondamentale per la sua sopravvivenza e crescita; aiuta inoltre il suo utero a contrarsi, in modo che espella la placenta e a torni piano piano alla sua dimensione originaria.

L’allattamento al seno è inoltre, secondo me, infinitamente più pratico: non occorre sterilizzare niente, non servono biberon, tettarelle, pentolini. Si può allattare comodamente sedute o distese, e l’aumento di endorfine favorisce, oltre all’attaccamento, anche il rilassamento.

Esiste fortunatamente anche il latte artificiale, ma dovrebbe essere suggerito a mio avviso solo a chi non vuole – per scelta personale – oppure non può allattare. Tutte quelle donne che invece desiderano allattare dovrebbero essere sostenute, rassicurate, accompagnate all’inizio del loro percorso di mamme.

Purtroppo questo non succede ancora, almeno non dappertutto, e non tutto il personale medico dà lo stesso tipo di sostegno. Neonatologi, pediatri e puericultrici spesso non sono sufficientemente informati, o non hanno alcun interesse a promuovere l’allattamento al seno. Più pratico è per loro preparare il biberon, strutturare l’alimentazione della giornata in base a rigidi quantitativi e orari, piuttosto che incoraggiare le mamme ad attaccare i loro piccoli al seno.

Per fortuna in ospedale ci si può rivolgere alle ostetriche, che in genere sanno dare le informazioni giuste, e – una volta rientrati a casa – si possono contattare le consulenti del latte, disponibili a seguire e sostenere le mamme nell’allattamento.

3 Comments on "Allattare, che passione!"

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  1. Alessia scrive:

    Livia sante parole! 😀

  2. Laura scrive:

    secondo me se si vuole allattare al seno è fondamentale a priori avere dei riferimenti con cui confrontarsi in caso di problemi: amiche, ostetriche, consultorio, consulenti o cmq chiunque sostiene l’allattamento e sia in grado di dare un supporto. anche le persone più convinte, di fronte a problemi apparentemente insormontabili se non hanno nessuno con cui confrontarsi rischiano di cedere.

  3. itmom scrive:

    io non ho mai usato un biberon per dare latte, mai sterilizzato niente, e non so nemmeno come sia fatto il latte artificiale. sono stata molto fortunata, a qualsiasi ora del giorno e della notte bastava attaccare il figlio e si calmava e si nutriva. devo dire che ci sono anche i lati negativi, se vogliamo essere sinceri, primo fra tutti che non puoi lasciare un figlio che allatti a richiesta al seno a nessuno, perché se gli gira di attaccarsi e tu non ci sei, sono guai seri… ma questo è il rovescio della medaglia, se tornassi indietro rifarei lo stesso.

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