Da 7 gennaio 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Allattare: un atto osceno?

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E’ di questi giorni la notizia che Facebook ha rimosso una castissima foto di una giovane donna mentre allatta suo figlio, attenendosi alla politica che vieta di caricare nel sito materiale “osceno, pornografico o sessualmente esplicito”. Ne è seguita una specie di sommossa: più di 105.000 persone hanno firmato protestando contro la censura, e il 27 dicembre 11.000 donne hanno cambiato in contemporanea il loro profilo inserendo una foto di se stesse mentre allattano; chi poteva si è recato a Palo Alto, quartier generale di FB, per allattare in massa davanti alla sede.

Il portavoce di Facebook, Barry Schnitt, sostiene che le foto di donne che allattano sono ammesse, purché non siano visibili né il capezzolo né l’areola; nell’impossibilità di valutare caso per caso è stato deciso  infatti di non accettare foto di nudo come politica, pur sapendo che non sempre la nudità è oscena. Schnitt afferma inoltre che le foto vengono rimosse solo su segnalazione di altri utenti.

Questa politica è condivisa anche da un altro social network, My Space.

Le donne insorte sostengono invece che – proprio perché non c’è nulla di osceno in una mamma che allatta suo figlio – la censura di FB non ha senso. Così come è possibile pubblicare la foto di un bambino che beve dal biberon, si deve accettare anche quella di un bambino che poppa.

A me personalmente fa sorridere questa censura, se penso che viene applicata in un sito dove si  può mettere in piazza tutto di sè. Capisco però la necessità da parte di chi gestisce il social network di porre dei limiti e la difficoltà nel definirli.

E voi cosa ne pensate?

4 Comments on "Allattare: un atto osceno?"

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  1. Livia scrive:

    Sono d’accordo con te, Antonella.

  2. Antonella scrive:

    vergognoso. l’allattamento al seno non ha nulla a che vedere con il sesso e tanto meno con la pornografia. il problema sta nella testa di chi ci vede queste cose in un atto che è solo amore.

  3. Anna scrive:

    Si tratta di una censura assurda in un sito dove proliferano gruppi che inneggiano alla mafia e a razzismo!

  4. Marianna scrive:

    Capisco la difficoltà da parte di chi gestisce il social network di porre e definire dei limiti, ma in certi casi si rende necessaria una presa di posizione. Questo è uno di quei casi.

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