Da 2 maggio 2009 2 Commenti Leggi tutto →

Allergie nei bambini: i pollini

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Con l’avvento della stagione primaverile ha inizio la patologia allergica da pollini, caratterizzata da una serie di sintomi come rinite con abbondante secrezione di muco limpido (rinorrea acquosa), salve di starnuti, irritazione nasale con gradi variabili di ostruzione respiratoria. Alla rinite si associa spesso la congiuntivite, caratterizzata da intenso arrossamento congiuntivale e prurito oculare. Una lacrimazione più o meno abbondante può essere conseguenza sia della congiuntivite che della rinite.

L’organismo possiede un apparato di difesa: il sistema immunitario. Il sistema immunitario ha il compito di difenderci dall’attacco di sostanze estranee (antigeni) che potrebbero rappresentare un pericolo per la salute. In alcuni casi, però, il sistema immunitario si attiva anche quando non dovrebbe: scambia una sostanza innocua per un pericoloso aggressore e il falso allarme innesca la “reazione allergica”.

L’allergia può quindi essere definita come una reazione esagerata ed inappropriata dell’organismo nei confronti di sostanze che per la maggior parte delle persone sono innocue.  Gli antigeni responsabili della reazione allergica sono detti allergeni. Tutte le persone vengono a contatto con gli allergeni, ma solo alcune soffrono di malattie allergiche per una particolare predisposizione a produrre le immunoglobuline E (IgE), che sono anticorpi specifici per un determinato allergene. Nella produzione delle IgE, anche la “familiarità” ha la sua importanza. Alcune persone ereditano dai genitori la predisposizione a sviluppare elevate quantità di anticorpi e  le rende più soggette alle allergie.

La frequenza di allergia al polline in età pediatrica varia, a seconda delle statistiche, dal 10 al 20% ed è comunque in aumento rispetto al passato: le patologie allergiche sarebbero addirittura raddoppiate nel corso degli ultimi 10 anni. Tra le famiglie di vegetali (piante, erbe, fiori) implicate nella comparsa di disturbi allergici troviamo:

  • le parietarie: piante rampicanti e urticacee (come l’ortica)
  • le graminacee: frumento, granturco, orzo, avena, segale e riso, e di alcuni alberi, quali l’ontano, il nocciolo, la betulla, il cipresso, l’olivo, il faggio, il leccio, il castagno ed il platano. E poi caprinella, ambrosia, dente di leone o taràssaco, ligustro, quercia ed assenzio.
  • le composite: camomilla, dalia, cardo, lattuga, cicoria, carciofo, crisantemo, margherita, girasole.
Esistono dei calendari pollinici, elaborati da centri di aereobiologia, che consentono di avere un’idea della concentrazione di un determinato polline in un preciso periodo dell’anno. Tali calendari sono inoltre suddivisi secondo le regioni italiane (settentrionali, centrali e meridionali), poiché diversi sono i periodi e l’intensità della diffusione del polline, e sono visibili su Internet al sito www.isao.bo.cnr.it, curato dall’Associazione Italiana di Aereobiologia. In generale a gennaio, febbraio, primi di marzo, fioriscono cipressi, betulle ed ontani. Seguono poi graminacee e parietarie fino a giugno, seguite poi da composite ed ambrosia per fine-estate, inizio autunno.

E’ fondamentale inoltre moderare il consumo di alimenti allergizzanti, come latte e derivati che provoca un ‘ipersecrezione di muco che aggrava la sintomatologia di chi soffre di asma e rinite allergica.  Non mancano ovviamente rimedi farmacologici e omeopatici per lenire i sintomi dell’allergia. Personalmente da anni uso solo quelli omeopatici e mi trovo bene. Concludiamo con alcuni consigli per limitare il più possibile i danni durante la stagione pollinica:

  • Chiudere i vetri quando si va in automobile
  • Evitare campeggi e picnic
  • Andare in vacanza in località marine, che sono meno “ricche” di pollini
  • Al calare del giorno la densità pollinica è massima ed occorre chiudere dunque le finestre
  • Salvo rare eccezioni le persone allergiche possono coltivare o tenere in casa i fiori senza pericolo poiché i pollini dei fiori colorati e odorosi si propagano pochissimo nell’atmosfera
  • Evitare la campagna ed i luoghi in cui l’erba è stata tagliata di recente
  • Le condizioni del tempo influiscono sulla concentrazione dei pollini nell’aria: quest’ultima aumenta nelle giornate ventose, ma anche quando vi è un clima caldo e con un’umidità relativa del 60-90%.
Libri consigliati:
[immagini]
panorama.it
alice.it
ilmeteo.it

Blogmmamma.it è un sito a carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.

2 Comments on "Allergie nei bambini: i pollini"

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  1. Gloria scrive:

    Ciao Elena, ieri ho trovato un libro che parla proprio dell’alimentazione dato che mi prendo tutto il periodo dell’impollinazione da febbraio a luglio! La vedo dura rinunciare ai formaggi! Io mangerei solo quelli. Ma o così o Ventolin (mi vengono crisi asmatiche).
    Per fortuna il figlio non risulta allergico a niente. Sui test allergologici credo ne parleremo nei prossimi articoli.

  2. elena scrive:

    Interessante il calendario… Sull’alimentazione è vero che alcuni cibi possono aumentare le allergie (mia mamma è allergica ai pollini e ha una dieta specifica). Aggiungerei che se volete fare le prove ai bambini, questi NON devono avere avuto crisi per lameno due settimane o le falserete! Me lo hanno confermato diversi medici, anche perché le dovrò fare anche io quest’inverno…

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