Da 27 dicembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Allergie respiratorie: come riconoscere la rinite allergica

La rinite allergica si manifesta solo periodicamente ma non va sottovalutata. E’ ormai considerata dall’OMS la quarta patologia nel mondo. Ma nonostante ciò, viene spesso trascurata, soprattutto quando è scatenata dai pollini che circolano nell’aria. All’origine dell’allergia, ma soprattutto della sua crescente diffusione, vi sono vari fattori come l’inquinamento atmosferico, l’effetto serra, lo stile di vita, l’alimentazione, il soggiornare in ambienti sigillati e a prova di spifferi dove gli allergeni hanno modo di ristagnare.

Il primo passo per sbarrare la strada è identificare la rinite allergica, tenendo conto che è ben diversa dal solito raffreddore invernale in quanto il piccolo non ha febbre, ma dal naso gli gocciola una secrezione acquosa. Inoltre, è in preda a starnuti a raffica e a volte ha anche gli occhi arrossati e che lacrimano.

Facilmente il naso è pruriginoso e il raffreddore spesso evolve in tosse, o provoca difficoltà di respirazione. Ma, soprattutto, non si risolve in una settimana. La rinite allergica, infatti, non è provocata da virus che l’organismo riesce a sgominare, ma da sostanze inalate che mettono in allarme il naturale sistema di difesa del bambino.

Tra i primi responsabili ci sono i pollini, seguiti dai peli d’animale e dagli escrementi degli acari, piccoli parassiti invisibili a occhio nudo che si sedimentano nella polvere. Il sistema immunitario scambia queste sostanze innocue per nemici e produce anticorpi per batterli. Di fatto, il piano di difesa si ritorce contro l’organismo stesso perché innesca uno stato infiammatorio e la liberazione di alcune sostanze che hanno come bersaglio proprio le vie respiratorie.

Non sottovalutare mai un raffreddore allergico, perché provoca danni anche quando il bambino ha il naso asciutto. Se non viene curata, la rinite allergica rischia di complicarsi in asma. Per questo è molto importante consultare il pediatra e mettere in preventivo anche una visita dall’allergologo che con un semplice esame può identificare qual è la sostanza a cui il piccolo è allergico. Per poi intervenire con le cure idonee come spray nasali a base di corticosteroidi e antistaminici, ma soprattutto il vaccino, che risolve definitivamente l’allergia e ne blocca la progressione.

Dunque, se il bambino è allergico al pelo degli animali e in famiglia c’è anche un gatto, è bene evitare di tenerlo in casa. Mentre se è allergico agli acari, sarà bene arieggiare di frequente i locali, mettere spesso al sole cuscino e materasso e mantenere il riscaldamento intorno ai 20 gradi. Eliminare moquette, tappeti, arredi imbottiti o rivestiti di tessuti e mettere ogni tanto i pupazzi di peluche nel freezer per una notte in quanto il freddo uccide gli acari.

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