Da 28 aprile 2010 0 commenti Leggi tutto →

Alleviare il dolore delle contrazioni

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I dolori delle contrazioni non sono vissuti da tutte le future mamme con la stessa intensità ed è fondamentale sapere in anticipo se si vuole ricorrere a qualche forma di analgesia o anestesia in travaglio e, se sì, quale. Fra le terapie mediche previste in sala travaglio vi sono gli analgesici, che diminuiscono il dolore, gli anestetici locali, che invece bloccano i centri percettivi, e i calmanti, che semplicemente inducono tranquillità. Ma anche tecniche non mediche per diminuire il dolore come il rilassamento, la respirazione, l’ago puntura.

In qualche caso, soprattutto vicini alla fase espulsiva del travaglio, è possibile eseguire l’analgesia per via spinale. L’effetto antidolorifico sarà immediato e la sensibilità nel canale del parto e nel basso addome scomparirà quasi totalmente, richiedendo probabilmente l’intervento del ginecologo. Ma vediamo un pochino più nel dettaglio le varie tecniche utilizzate.

I farmaci analgesici

Somministrati per iniezione intramuscolare o anche endovenosa, questi farmaci sono antidolorifici e possono indurre sonnolenza, se a base di narcotici. Possono impedire alla futura mamma di alzarsi e camminare durante il travaglio, perché rendono instabili e potrebbe anche non gradire il senso di sonnolenza e di perdita di controllo della situazione. Si somministrano inoltre, nelle prime fasi di travaglio, farmaci analgesici classificati come morfino-simili con cui si evitano gli effetti collaterali come ipotensione materna, sonnolenza sino alla confusione mentale.

Anestesia locale o loco-regionale

L’analgesia, che provoca perdita di sensibilità, viene somministrata con un catetere infilato nella schiena della paziente, in epidurale. E’ molto efficace nell’eliminazione del dolore. La tecnica più diffusa e più sicura è l’epidurale che provoca l’interruzione del dolore nella zona dell’addome. Le piccole dosi di analgesico, sufficienti ad alleviare il dolore, non sono per nulla tossiche per il bambino. L’epidurale può abbassare la pressione sanguigna che sarà costantemente monitorata.

Calmanti

Poco usati, sono farmaci con azione rilassante sui muscoli, vengono somministrati assieme a basse dosi di narcotico, per aumentarne l’effetto.

Anestesia generale

Consiste nella somministrazione per inalazione di un anestetico misto a ossigeno e viene praticata solo in caso di necessità mediche, in particolare in occasione di un taglio cesareo d’urgenza. Al risveglio, la paziente prova sonnolenza e lo stesso effetto sedativo potrebbe ripercuotersi sul bambino. Per tale ragione, viene impiegata quanto più possibile in prossimità del parto, per minimizzarne gli effetti.

La TENS

La stimolazione elettrica neurale transcutanea (TENS) è un metodo anestetico che consiste nell’applicazione di elettrodi nelle zone nervose più attive nel travaglio, con rilascio di deboli impulsi elettrici. Nel travaglio gli effetti sono variabili, con alcuni studi che dimostrano effettivi benefici e altri no, ma in ogni caso non nocivi per il bambino. Per ottenere la massima efficacia, la terapia va adottata sin dall’inizio del travaglio, perché è più utile alla riduzione dei dolori.

Analgesia naturale

Se invece la futura mamma preferisce ricorrere al minor intervento medico possibile, potrebbe sperimentare alcune tecniche di analgesia naturale. L’aiuto che il partner potrebbe dare durante il travaglio, con il massaggio e con l’applicazione di impacchi caldi, può favorire il rilassamento del corpo e la distrazione dal dolore. Si potrebbero prendere in considerazione anche tecniche di visualizzazione, ma anche tecniche alternative come l’autoipnosi e la riflessologia. O se preferite l’agopuntura che nel travaglio, può essere utilizzata per aumentare o diminuire l’intensità delle contrazioni, per controllare il dolore e per assistere il bambino nella fase di passaggio lungo il canale del parto.

Il vostro travaglio come è stato? Avete fatto uso di tecniche particolari per alleviare i dolori?

Immagini:
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