Da 8 ottobre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Alluvione nel messinese, funerali e lutto nazionale in programma per sabato

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Sarebbero 35 le vittime dell’alluvione che una settimana fa ha colpito la zona a Sud di Messina: in questa cifra si contano 9 persone ancora disperse, che non si ritiene possano essere ritrovate vive. Francesco e Lorenzo sono i nomi dei bambini inghiottiti dal fango e non ancora recuperati: la loro mamma è stata ritrovata morta il 5 ottobre. Inoltre, più di 140 sono i feriti, e 700 gli sfollati. Quattro villaggi e un comune – Briga Superiore, Giampilieri Superiore, Molino, Altolia e Scaletta Zanclea – sono stati devastati da un fiume di acqua e fango, che la montagna, spoglia a causa degli incendi dolosi, non è riuscita a di trattenere.

Due anni fa esatti un’alluvione simile devastò Giampilieri Superiore, senza causare morti, fortunatamente. Da allora, la polizia municipale ha chiesto la demolizione di 1191 edifici, che violavano palesemente le leggi urbanistiche. Ma non una di queste demolizioni ha avuto luogo. Gli alvei delle fiumare, ostruiti dalle costruzioni, non sono serviti come via di fuga per la frana, che si è abbattuta così sui villaggi.

In questa desolazione sono tre le vicende – che hanno per protagonisti due bambini e un ragazzo – che possono farci sorridere, anche se amaramente, e portare un raggio di luce:

la prima ha come protagonista Alberto, 10 anni, che 2 anni fa aveva assistito alla precedente frana: è stato lui, che, non avendo mai smesso da allora di scrutare la montagna nei momenti critici, ha spinto la famiglia a chiudere e lasciare il negozio, per tempo;

la seconda ha come protagonista Brian, 2 anni, nato nel 2007 due giorni dopo la prima frana: dato per disperso per 12 ore, è stato ritrovato, ferito, ma salvo;

infine, l’ultima storia è quella di Simone Neri, un ragazzo di 28 anni, che si era messo in salvo su un tetto, ma poi è sceso per salvare la vita a otto persone, prima di morire: in internet, su Facebook e su You Tube, viene celebrato come un eroe.

Nel video qui sotto potete vedere delle immagini di Giampilieri che risalgono non alla settimana scorsa, ma a due anni fa. Speriamo che non debba arrivare una terza frana, prima che gli edifici pericolosi vengano abbattuti. Speriamo che quello che è successo serva da monito per il futuro. Leggete a questo proposito l’interessante articolo pubblicato oggi sul sito del WWF.

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