Da 11 giugno 2010 0 commenti Leggi tutto →

Amniocentesi: i pro e i contro

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Ieri abbiamo illustra i pro e i contro della villocentesi con la speranza di aver aiutato qualche mamma a decidere sul da farsi oggi invece torniamo a parlare di amniocentesi. Anche l’amniocentesi come la villocentesi è un esame invasivo e permette di verificare se il feto è affetto da una malattia cromosomica: la più comune fra tutte è la sindrome di Down. E’ consigliata alle donne in gravidanza che hanno superato i 35 anni e quindi completamente gratis e come la villocentesi anche l’amniocentesi comporta la possibilità, anche se in percentuali molto basse, di aborto spontaneo. Ma vediamo insieme in cosa consiste.

L’amniocentesi consiste in un prelievo effettuato sotto controllo ecografico tramite un ago inserito nell’addome, ma a essere prelevato, in questo caso, è il liquido amniotico nel quale è immerso il feto, che contiene cellule fetali (gli amniociti). L’aspirazione dura ugualmente pochi secondi ed è effettuata con ago fermo. Viene eseguita tra la 16° e la 18° settimana (non prima, perché la quantità di liquido non è molta) dopodiché le cellule vengono messe in coltura e l’esito viene dato dopo circa 15 giorni.

Per avere una prima risposta, è possibile ricorrere a tecniche di lettura rapida, come la FISH o la QF-PCR: in questo caso, non viene fatta una coltura delle cellule e il risultato viene fornito già dopo 24-48 ore dal prelievo, ma solo riguardo ai problemi più frequenti, cioè sulla trisomia 21, 18, 13, X, Y, che rappresentano il 96% di tutte le anomalie cromosomiche.

In genere, si preferisce riservare queste metodiche di lettura rapida ai casi in cui l’amniocentesi viene effettuata in epoca tardiva (ad esempio intorno alla 20° settimana, se l’ecografia morfologica segnala anomalie).

I pro

Può essere eseguita in quasi tutti i centri ospedalieri, poiché non è richiesto l’alto grado di specializzazione necessario per la villocentesi (anche se è sempre consigliabile rivolgersi a operatori che abbiano una notevole esperienza). Ha un’attendibilità pari al 100%. Dopo l’esame, si possono riprendere le normali attività quotidiane, purchè non siano troppo faticose. In genere, si sconsigliano i rapporti sessuali per alcuni giorni.

I contro

Fornisce una risposta più tardiva rispetto alla villocentesi, perché è necessario aspettare l’esito colturale, che si ha dopo circa 15 giorni. In caso di risultato positivo, se la mamma dovesse decidere di interrompere la gravidanza è necesario indurre un travaglio abortivo: il feto, quindi, viene espulso con un parto vero e proprio, con un trauma fisico e psicologico notevole.

Immagini:
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