Da 13 marzo 2009 2 Commenti Leggi tutto →

Ana e Mia, anoressia e bulimia viaggiano nella rete

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Le chiamano Ana e Mia, come due care amiche, ma sono l’anoressia e la bulimia. Molti sono i portaliillegali in Italia, perché danneggiano la salute – dove le ragazzine raccontano come fare per assumere meno calorie, ingannando i genitori, come eliminare il cibo ingurgitato tramite vomito (provocato anche da sciroppi per lavanda gastrica) o lassativi, dove trovare la forza per percorrere questa strada delirante fino in fondo. Dice Fabiola de Clercq, ex-anoressica e bulimica, autrice del libro “Tutto il pane del mondo” e di “Fame d’amore. Donne oltre l’anoressia e la bulimia“, presidente e fondatrice dell’Aba (Associazione per la ricerca su anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari), che “questi siti dilagano con il loro carico di morte e spianano la strada del dolore a giovanissime”. Aggiunge inoltre che “E’ una perversione da contrastare come si fa con la pedofilia”.

Nel 2005 la polizia postale ha fatto una retata, e da allora le adolescenti si sono fatte furbe, utilizzano parole meno esplicite.

La piaga dell’anoressia è in crescita, ormai anche nel mondo maschile. In Italia si contano tre milioni complessivi di malati, il venti per cento dei quali è costituito da uomini. Dall’inizio del 2000 ad oggi il numero dei maschi malati di anoressia è triplicato. Tra i maschi imperversa la vigoressia, il sogno di un corpo solo di muscoli, da inseguire sottoponendosi a massacranti sedute in palestra.

Chissà se la campagna pubblicitaria volta a combattere l’anoressia, che vedrà protagonista tra le altre Alessia Piovan, fotografata in un nudo elegante, accompagnata dallo slogan 100% Natural, 100% Fashion, 100% Salute, sortirà qualche effetto.

Cosa possiamo fare noi genitori, con l’obiettivo di crescere figli sani? Me lo chiedo spesso, ma non ho una risposta. Forse quello che più conta è sapere trasmettere ai ragazzi l’amore, l’autostima, il rispetto di se stessi, che devono partire innanzitutto da noi. Voi cosa ne pensate?

“Si educa molto con quel che si dice, ancor più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è” diceva Ignazio di Antiochia.

Se vogliamo figli sani ed equilibrati, che si sentano bene nel loro corpo e che si nutrano correttamente, senza eccessi di alcun tipo, apprezzando la buona cucina, siamo noi i primi a comportarci in questo modo. E speriamo che Ana e Mia restino bene alla larga dalle loro esistenze.

2 Comments on "Ana e Mia, anoressia e bulimia viaggiano nella rete"

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  1. Stefano scrive:

    Sono magro anche io ma non cosi.
    Facciamo qualcosa?

  2. Gloria scrive:

    Noi dovremmo essere il primo esempio per i nostri figli, invece mangiamo male e di corsa, fumiamo, beviamo ed esageriamo con pc e cellulare. Su quale esempio costruiamo la struttura dei nostri figli? Con quale diritto parliamo di autodisciplina e autostima quando sono per noi parole sconosciute?
    Ri-partiamo da noi stessi, mettiamoci in discussione e forse allora la soluzione si paleserà ai nostri occhi

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