Da 1 febbraio 2009 2 Commenti Leggi tutto →

Ansie in gravidanza… e dopo

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Carpe diem, afferma il poeta latino Orazio. Bisogna cogliere le occasioni, le gioie dell’oggi, senza farsi condizionare da timori e ansie per il domani.

Quando si desidera avere un bambino si è continuamente protesi al giorno in cui si scoprirà di essere incinta. Al minimo ritardo si corre a comprare il test di gravidanza e si vive ogni rapporto continuamente in attesa della conferma del lieto evento, col rischio di tardare l’arrivo del pargolo. Una volta appurato che si è incinta ci si inizia a chiedere quando si vedrà la pancia, quando si inizierà a sentire qualche movimento del feto. Il ginecologo ci rassicura, verrà il momento, “sentirà come uno sfarfallio… “ e quando finalmente arriva il momento, e si inizia a vedere un po’ di pancia ci si chiede quando nascerà. Alcune donne, non volendo stare in balia del caso, propendono per il cesareo, di modo da poter programmare esattamente giorno ed ora del parto. una volta nato il bambino ci si chiede quando inizierà a reggere la testina, e poi quando metterà su i denti e poi quando inizierà a camminare, e a parlare. Poi ancora ci si chiede come starà all’asilo, cosa succederà quando si riprende a lavorare, si pensa a quando andrà a scuola e si vive sempre protesi al futuro, senza gustarsi il presente

E poi arriva un giorno che di colpo il bimbo ci appare grande, e non abbiamo più memoria del passato. Quante mamme dicono di non ricordare quanto era piccino il loro bimbo, e mostrano una sorta di stupore davanti alle dimensioni di un neonato, o dicono di non ricordare molte cose della vita dei loro bambini.

Secondo me ogni età, ogni fase della vita, ogni conquista ha una sua bellezza, una sua meraviglia. Bisogna cercare di godersi appieno ogni attimo, sia dei nostri bimbi che di noi stesse.

2 Comments on "Ansie in gravidanza… e dopo"

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  1. Marcella scrive:

    Ho apprezzato molto questi pensieri e li ho sentiti estremamente veri.
    Capita spesso di raggiungere una tappa desiderata e di darla già per assodata senza concedersi di goderne. Si è lasciato generoso spazio alle ansie prima del suo raggiungimento (ci riuscirò, quanto tempo ci metterò..) e si riserva un avaro spazio alla gioia dopo il conseguimento dell’obiettivo. Non dipende quasi mai dalla natura della meta che ci si pone, è il meccanismo in sè ad essere sbagliato.
    Lo sto vivendo in occasione della mia prima gravidanza: mi sono riconosciuta nella dinamica descritta nell’articolo e voglio trarne ispirazione per godere dei successi e delle gioie dell’oggi indipendentemente dalle inevitabili incertezze del futuro.
    Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza!
    Grazie. Marcella

  2. Livia scrive:

    Facile a dirsi! A me forse sta riuscendo meglio con la seconda, ma con il primo…ero sempre in attesa della tappa successiva.

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