Arrivederci #Tatapercaso!

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Happy mother playing with son

Mi batte più forte il cuore e sento un nodo alla gola. E’ l’ultima settimana che trascorro con Marta. Ho assolto il mio compito: Marta è pronta per l’asilo nido. E poi, dovrei essere felice, a settembre ricomincerò ad occuparmi di comunicazione in un ufficio stampa. Ma un velo di tristezza c’è, ve lo confesso.

Sto riguardano le foto che ho scattato a Marta e la cronaca delle nostre avventure sul blog e delle nostre giornate sulla pagina Facebook di Blogmamma… mi rendo conto che ho più foto di Marta che mie. E’ normale?

Quanti bei momenti ho trascorso con questa piccolina, l’ho incontrata che gattonava e l’ho vista fare i primi passi. Per me è stato come assistere all’allunaggio, Marta come Neil Armstrong! E poi i primi dentini, lo svezzamento, passare dalle pappe al preparare tutti i giorni qualcosa di diverso che stuzzicasse il suo palato, e vederla allungarsi e perdere un po’ di quella ciccia e di quelle pieghe che la facevano assomigliare ad uno Shar Pei.

Ma sopratutto, l’ho vista crescere e diventare più indipendente: mangia e beve da sola, chiede lei di andare a fare la nanna indicandomi il suo lettino. Sentire la sua voce, e non solo i suoi pianti, sentirmi chiamare tata. Vedere quelle sue faccette buffe e quel sorriso che le illumina tutto il viso. E quando ride? Lo so, sto diventando patetica e melensa… mamme voi potete capirmi… d’altronde che non ero una professionista lo sapevate, non riesco ad essere fredda e distaccata.

Occuparmi di Marta è stato molto di più di un lavoro. Ha riempito le mie giornate e mi ha reso felice. Mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova come futura mamma e soprattutto di capire che se volessi, potrei anche intraprendere la carriera di “santa subito” 😉 Mi viene da chiedermi se Marta si ricorderà di me, se certe cose che le ho insegnato o che le ho trasmesso le resteranno: la mania per collane e bracciali? L’ascolto della musica? Chi lo sa. E qui mi sembro un po’ Meryl Streep in La mia Africa: “…I bambini inventeranno un gioco in cui ci sia il mio nome? E la luna piena farà un’ombra sulla ghiaia del viale che mi assomigli?…”

Pensando ai nostri ultimi giorni insieme mi sono fatta un programma per festeggiarli al meglio: Marta io e te folleggiamo! Parco, passeggiate, sala giochi della biblioteca, il bar con i tavolini all’aperto che ti piacciono tanto, una visita alla mia cagnolina (Marta adora i cani) e perché no, anche shopping! Che la tata non ti può fare un regalo? Non lo sapevo, ma anche Marta aveva fatto un suo programma: ha deciso di fare la sesta malattia. Questi ultimi giorni non saranno come me li ero immaginati, vedere Marta fuori forma mi spezza il cuore, ma ora che ha più bisogno di me ci sono. E’ questo il compito di una tata, no?

Cara Marta guarisci presto e sappi che ogni momento di questa grande avventura ci ha fatto crescere entrambe, tu con più denti, capelli e centimetri, io con meno chili (per fortuna), più saggia, più materna, più donna, più felice. Grazie Marta, ti voglio bene e non ti dimenticherò mai, con tutte quelle foto che ti ho fatto!

Spero che il nostro non sia un addio, ma un arrivederci. Chissà se tra qualche anno passeggiando per le vie della nostra città ti riconoscerò? Io dico di sì! Scommettiamo?

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