Da 28 aprile 2009 4 Commenti Leggi tutto →

Asili nido comunali in Italia: costi, liste di attesa ed altre cosette…

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Quando i miei bambini erano in età da asilo nido io avevo un lavoro autonomo con tempi e modi compatibili con la possibilità di portarmeli dietro quindi in quel periodo abbiamo rinunciato a mandarli al nido e poi a due anni e mezzo sono andati direttamente a scuola materna. Ma ogni tanto mi domando cosa avremmo fatto se, come la maggior parte delle mamme italiane che non sono casalinghe, avessi avuto un normalissimo lavoro dipendente. Me lo domando perché la situazione in Italia è piuttosto disastrosa!

Nel luglio 2008 una indagine di Cittadinanzattiva ha messo in luce i grossi problemi che si trovano ad affrontare le famiglie italiane, ed in particolare le mamme con bambini piccoli.

Parliamo di asili nido comunali ma la prima cosa che salta agli occhi sono le tariffe (calcolate su un reddito Isee di 19.000€ e sul tempo pieno), non solo sono carissime, tanto che mediamente una famiglia deve spendere 3.000 euro all’anno per ogni figlio, ma sono anche molto disomogenee con tariffe minime e massime che vanno da i 146 euro al mese a Roma ed arrivano fino a 572 euro al mese a Lecco!

Pare anche che siano costantemente in crescita e che in alcuni capoluoghi si siano registrati incrementi a due cifre tra il 2007 ed il 2008: Udine (+23%), Como (+16%), Trieste (+11,5%) e Foggia (+10%).

Passiamo adesso agli sconfortanti dati tra i posti disponibili negli asili nido comunali e il numero dei bambini da zero a 3 anni: facendo una media nazionale solo i 6% dei bambini è coperto dai posti disponibili, questa percentuale sale leggermente, fino al 10,3%, se consideriamo solo i capoluoghi di provincia, sale ancora un po’ di più al nord, fino al picco massimo del 16% medio in Emilia Romagna e scende al sud fino al minimo dell’1% in Puglia, Calabria e Campania.

Direi che appare abbastanza chiaro come mai in Italia le famiglie con più di un figlio sono una rarità mentre accade l’esatto contrario in altri stati (ad esempio la Francia…), voi come avete risolto il problema? Avete trovato posto negli asili comunali? Con quali costi?

4 Comments on "Asili nido comunali in Italia: costi, liste di attesa ed altre cosette…"

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  1. Alessia scrive:

    Ciao Livia 🙂
    si, nelle grandi città ed in particolare al nord la situazione è un pò meno tragica ma nel resto d’Italia no purtroppo…
    Ad esempio io vivo al nord ma in un piccolo paese e il nido non esiste proprio, bisogna andare in città e, a parte i tempi e costi per lo spostamento, il problema è che i posti sono pochi e riservati ai residenti nella città appunto, quindi niente.

    Certo che ci sono soluzioni alternative a costo zero come i nonni, a costo medio come gli asili in famiglia (dove ci sono e Milano è sicuramente una città che offre molto ma da me non ce n’è l’ombra) o più costosi come le babysitter però è grave che nella maggior parte dei casi si sia costretti a scegliere una soluzione piuttosto che un’altra perchè mancano i servizi di base, va benissimo scegliere soluzioni diverse se queste sono appunto scelte e non obblighi perchè non c’è altro.

  2. Livia scrive:

    In Italia però ci sono anche molti nonni disponibili, o chi può a volte sceglie la baby sitter…

    Io credo di essere un caso raro, perché ho iscritto mio figlio due volte (due anni consecutivi) al nido comunale di Milano, due volte è stato messo in lista d’attesa e poi preso, anche se a novembre, e due volte ho rinunciato (lavoravo poco e me la sono cavata con l’aiuto dei nonni).

    La mia seconda figlia per ora l’ho iscritta una sola volta al nido, è stata presa subito da settembre, senza lista d’attesa, ma poi anche per lei ho preferito una soluzione alternativa: la tagesmutter.
    L’anno prossimo la iscriverò ancora al nido comunale, sezione primavera, che a Milano è una sezione di raccordo tra nido e materna. Questa volta ho veramente intenzione di mandarla, perché lei è più grande, la sezione primavera pare funzioni molto bene e ha prezzi più contenuti rispetto al nido. Spero proprio che mi vada bene ancora una volta, altrimenti temo di non riuscire a trovare alternative alla stessa tariffa!

    Tutto questo solo per dire che, se i miei figli hanno trovato posto, senza che la nostra famiglia versi in alcuna situazione di disagio particolare, forse la situazione non è così tragica, almeno nella nostra zona a Milano.

  3. Alessia scrive:

    mi spiace tanto che tu debba testimoniare una volta ancora questo grave stato di cose, certo è che con il 6% dei bambini coperti dagli asili nido comunali riuscire a trovare un post è quasi impossibile…

  4. Lily scrive:

    Manderò mia figli all’asilo nido da settembre, a maggio farò la domanda per gli asili comunali ma mi sono già aggiudicata uno dei pochi posti privati rimasti, perchè probabilmente non ci rientreremo nelle liste per quelli comunali.
    Pagheremo 350 euro al mese per mezza giornata sabato escluso. So che c’è di peggio, ma essendo noi due dipendenti statali con mutuo non è neanche una passeggiata, e che non ci si rientri mi sembra un pò una bestialità, visto che non siamo miliardari. Ma tant’è.
    C’è poi la problematica inerente l’immigrazione, poichè in alcune scuole delle mia amiche si sono sentite rispondere che la precedenza la hanno i bimbi con problemi familiari o handicap (e mi pare giusto) e poi i bimbi di immigrati A PRESCINDERE DAL REDDITO per promuovere l’integrazione.
    Bel principio, come no.
    Peccato che non trovo giusto affatto che si applichino i bei principi a discapito di famiglie che possono avere un identico basso reddito o anche un reddito inferiore (visto che non è considerato e comparato), e magari famiglie che pagano le tasse in Italia da generazioni, e non da due anni (e lungi da me fare razzismo eh, questo è tutt’altro discorso). I bei principi andrebbero applicati TUTTI e comunque solo se le strutture lo permettono. E così non è.

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