Baby Pit Stoppers: il mondo a misura di bambino

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Immagina un mondo in cui ogni mamma può muoversi sicura in città con i suoi bambini e trovare spazi accoglienti, non serve andare su Marte ma su Baby Pit Stoppers!

Perché il mondo che vorresti già c’è e grazie al sito e alla web app Baby Pit Stoppers puoi scoprire da sola quanto ti è vicino e quanto ti possa semplificare la vita.

Ecco perché Baby Pit Stoppers ha conquistato il favore delle mamme e dei papà blogger presenti al MammacheBlog vincendo l’edizione 2016 del Fattore Mamma Award.

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Jolanda Restano e Ellen Hiddink premiano Valeria Miccolis e Maria Dalla Rizza di Baby Pit Stoppers.

Che cos’è?

L’idea di fondo di Baby Pit Stoppers è semplice e geniale insieme.

Nasce dall’intuizione e dal contatto via Facebook di due mamme Valeria Miccolis e Maria Dalla Rizza che alle prese con la loro esperienza di maternità si sono rese conto della mancanza di uno strumento che facesse scoprire tutti i locali più vicini attrezzati per mamme e bambini.

Anziché arrendersi a questa triste evenienza e alla solitudine hanno unito il passaparola e la tecnologia creando una web app e servendosi della loro esperienza di mamme e di quella delle prime amiche hanno deciso di mappare tutti i locali che le hanno accolte e coccolate. 

Quei locali in cui l’ingresso di una carrozzina non ferma gli orologi, quelli in cui non ti rifilano l’angolo più defilato o ti trattano con sufficienza per invitarti ad andare via al più presto possibile.

L’intervista doppia

Per sapere di più su Baby Pit Stoppers abbiamo intervistato Valeria e Maria e ci siamo fatte raccontare come è nato questo progetto.

Come nasce Baby Pit Stoppers?

Per caso, scopro (parla Maria) che su Facebook c’è una pagina dedicata ai baby pit stop. Mi sembra una folgorazione perché anche io mi stavo accingendo a farlo. Quindi contatto Valeria e insieme lavoriamo ad uno strumento in grado di mappare i locali da segnalare alle mamme che si nutre e  sistematizza il passaparola.

Perché da mamme (parla Valeria) abbiamo scoperto che i locali e i negozi che frequentavamo prima con i bambini non andavano più bene e proprio io che non avevo neanche un profilo Facebook ho sentito l’esigenza di far conoscere le strutture che utilizzavo con le mie amiche.

E siccome tutte abbiamo bisogno di uscire abbiamo unito le nostre pazzie e abbiamo deciso di collaborare a un’idea simile piuttosto che farne un’altra.

Spiegateci meglio come funziona Baby Pit Stoppers.

Baby Pit Stoppers  nasce dallo spirito di condivisione e inclusività, e chiunque voglia collaborare in qualche forma è il benvenuto.

Il progetto Baby Pit Stoppers nasce per mappare TUTTI i locali che offrono almeno uno dei 4 servizi riassunti nel logo sia i “baby pit stop ufficiali” che quelli “informali”:

– allattare

– cambiare un pannolino

– scaldare una pappa

– accessibilità con il passeggino.

Quello che conta per la nostra community è che l’informazione sia autentica, trasparente e spontanea.

Esistono alcuni enti certificanti per baby pit stop, ne nominiamo 2 nazionali più importanti: La Leche League Italia (LLLI) che ha coniato il termine “baby pit stop”, mutuandolo dal mondo della Formula 1 e l’Unicef che ha ripreso il termine.

Oltre al lavoro di questi enti, ci sono altre associazioni, comuni, progetti baby-friendly in tutta italia, in varie città, che hanno assunto i nomi più disparati ma che hanno alla base lo stesso concetto del baby ppt stop.

La maggior parte di queste realtà hanno già caricato i loro punti sulla web app di Baby Pit Stoppers aderendo all’iniziativa “Rete delle Reti”, ovvero un network di baby pit stop, a prescindere da caratteri geografici e istituzionali, creato da Baby Pit Stoppers per mettere in circolo tutte queste associazioni virtuose che perseguono lo stesso obiettivo:

il supporto alle neo-mamme tramite incremento di locali attrezzati sul territorio.

Baby Pit Stoppers rivoluzionerà il mondo?

Si tratta solamente di una web app e di una community, ma il progetto Baby Pit Stoppers racchiude in sé le potenzialità del cambiamento della società.

Siamo infatti convinte che, se ognuno racconta il proprio pezzetto di territorio, premiando così i gestori di locali più attenti ai piccolissimi in termini anche di ritorno di clientela, riusciremo a creare un trend inverso: non più una società child-free, ma accogliente verso le neo-mamme!

La maternità ti insegna ad andare oltre te. Ti porta ad essere generosa.

Sai di dare una nuova vita, di doverla accudire e curare ma solo affinché cammini da sola.

Così la nostra esperienza di mamme ed imprenditrici si sostanzia nel progetto Baby Pit Stoppers.

Abbiamo la responsabilità di farlo crescere ma lo stimolo è che cresca e si arricchisca da solo grazie al contributo di tutti.

Il vostro segreto è aver trasformato un limite in un’opportunità. Siete d’accordo?

Sicuramente si. Ma il nostro scopo è nel nostro piccolo riuscire a fare rivoluzioni positive, riuscire ad intercettare il bisogno di essere accolte dalle neomamme e dalle famiglie con figli in una società come quella italiana che spesso delega questo compito solo all’ambito familiare.

Baby Pit Stoppers intende invertire (seppur nel nostro piccolo) un trend sociale.

Tutti quelli che usano e sono presenti sulla web app ci guadagnano:

  • le mamme che sfruttano gratuitamente il servizio

  • i locali caricati che godono della pubblicità delle mamme

  • le associazioni, le reti di baby pit stop e i blogger, chiunque inserisca con proprio nome e log-in rendendosi così visibili

Inoltre, anche i locali che non amano troppo le mamme per effetto “emulazione” saranno incentivati a attrezzarsi e diventare baby-friendly, come succede anche in alcuni paesini dove si sta diffondendo la moda della piega il martedì solo per le mamme.

 

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