Da 17 settembre 2009 6 Commenti Leggi tutto →

Bambini: come scegliere il ciuccio

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Dopo aver parlato di “come e quando togliere il ciuccio”, passiamo a conoscere più da vicino questo “amico” di tutti i bambini che li aiuta a calmarsi ed addormentarsi ma che è anche un prezioso alleato per mamma e papà.

Succhiare non è un vizio, in quanto l’istinto della suzione nasce già dal quinto mese di gravidanza, ma si tratta di esplorazione, svago e istinto. Il piccolo non appena nato trova il seno materno ad accoglierlo, dunque succhiare e nutrirsi per lui è il massimo. Ed infatti non è raro trovare mamme scambiate per ciucci umani, solo perché il piccolo non è stato ancora in grado di distinguere tra alimentazione e consolazione.

Dunque ben venga l’alternativa, che il piccolo trasforma spontaneamente nel pollice che, per quanto piccolo possa essere, ha un suo volume ed è duro, quindi non permette alle gengive di unirsi e spinge con forza sul palato. Ed è per questo che gli specialisti indicano il ciuccio come plausibile opzione. Infatti il materiale morbido di cui è composto si assottiglia sotto la spinta delle gengive e la tettarella può adattarsi al palato, mimando il capezzolo. Inoltre, esistono ciucci di misure adeguate all’età, che rispettano lo sviluppo del palato e dei denti.

Esiste un’enorme varietà di ciucci in commercio, di materiali, forme e colori diversi. L’estetica ha certamente il suo peso nella scelta, non fosse altro perché, per diversi mesi, vedremo più il ciuccio della bocca di nostro figlio, tuttavia ci sono dei criteri che vale la pena valutare quando è il momento di scegliere il ciuccio. Innanzitutto, la scelta tra caucciù o lattice naturale e silicone di cui sono costituite le tettarelle, materiali niente affatto alternativi come si pensa.

Il caiucciù, di colore ambrato, è una gomma naturale estremamente liscia, resistente ed elastica, che non teme i dentini e le prove meccaniche più dure, ma trattiene gli odori e si rovina in poco tempo dopo le ripetute e necessarie sterilizzazioni. Il consiglio è di cambiare il ciuccio in caucciù quando cambia colore e risulta un po’ appiccicoso.

Il silicone, materiale chimico atossico, è trasparente, è indeformabile e può essere bollito a ripetizione, tuttavia si lacera più facilmente del caucciù.

Le forme della tettarella, tutte anatomiche, si differenziano per adattarsi al palato del neonato nel corso della crescita e assicurare un corretto sviluppo della mascella. Le più recenti sono a goccia, vale a dire schiacciate ed ellittiche, prive di curvatura. Il collo della tettarella, che va tra le labbra, è molto sottile, proprio per non ostacolare l’occlusione mandibolare e prevenire il morso aperto, cioè la deformazione delle arcate gengivali che genera la “mal occlusione dentaria evidente” dovuta all’abuso del succhiotto dopo i 2-3 anni.

Infine lo scudo, cioè la parte in cui s’innesta la tettarella può essere di varie forme, rotonda e morbida, adatta per i primi mesi, rigida e a sagoma di farfalla, per i bimbi più grandi. I modelli più attuali tengono conto anche dell’aerazione della pelle perilabiale, che a stretto contatto con la plastica si può irritare, pertanto sono forati per far passare l’aria.

Da qui in poi la scelta è proprio questione di gusti: trasparenti, colorati, con pupazzi, stelle e fiorellini, ce n’è davvero per ogni gusto, infatti, bisogna tenere presente, che i bimbi sono molto selettivi e non è detto che la tipologia proposta sia gradita. Ma una volta trovato il succhiotto ideale, sarebbe meglio farne una scorta, perché quel ciuccio sarà uno dei migliori amici del piccolo, che abbandonerà spontaneamente solo quando sarà pronto a fidarsi di se stesso e del mondo che lo circonda.

Immagini:
rivieradilevante.net
guidaprodotti.com
littleelo.blogspot.com
pan5.fotovista.com

6 Comments on "Bambini: come scegliere il ciuccio"

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  1. mamma serena scrive:

    Salve a tutte,
    sono mamma da 9 mesi ed il mio bambino per i primi 4 mesi non ha voluto il ciuccio,poi miracolosamente una sera di pianti disperati glie l’ho proposto per l’ennesima volta e lo ha preso. Da quel momento ne fa uso per consolarsi spesso (prima i suoi pianti erano inconsolabili) e lo uso anche la notte per farlo riaddormentare durante i suoi numerosi risvegli. Il ciuccio in questione e’ il physio soft della chicco,in caucciu’,che cambio ogni mese circa,ma apprezza ora anche quello della bebe’ confort sempre in caucciu’ con la tettarella a forma di ciliegia ma piu’ schiacciata. Noto che il caucciu’ anche se ” masticato” e strofinato tra i dentini come fa il mio piccolo non si lacera ne’ si intacca minimamente.
    Ora per rispondere alle mamme che non vogliono usare il ciuccio e preferiscono che i figli mettano il dito in bocca: ormai i pediatri sono daccordo sul fatto che e’ megio un oggetto di gomma in bocca ai vostri figli che potete togliere quando sara’ il momento,e non il pollice che ce lo ha sempre li’ a portata di manoe puo ‘ portarsi il vizio di succhiarlo anche per anni!!!
    Meditate.
    Saluti.

  2. Paola scrive:

    Il mio bimbo più grande non ha mai mostrato interesse verso il ciuccio ed io tantomeno non l’ho mai forzato (l’avessi fatto però!!!) proprio perchè anch’io sostenitrice del “No ciuccio”…. però lui in compenso ha scambiato il mio seno come ciuccio…si consolava solo quando lo attacavo al seno, si addormentava attaccato al seno e quando ho smesso di allattarlo, perchè madre natura così ha voluto….UNA TRAGEDIA!!!!! Non dormiva, si svegliava continuamente….
    Alla piccola invece (2 anni)…ho insistito io a darle il ciuccio…lei lo usa solo per dormire..e la mattina al risveglio me lo consegna per riporlo… I, ora, non sono contro il ciuccio…il bambino ha bisogno di succhiare per consolarsi…lo fa anche quando è nella pancia di mamma e piuttosto che vederlo con un dito in bocca fino a chissà qual’età..preferisco qualcosa di poco naturale ma che lo rassereni quando ne sente la necessità!!!
    @ Livia…purtroppo, a parer mio, il vizietto del dito in bocca è difficilissimmo da tirar via…io ho un’amica che ancora oggi alla veneranda età di 30 anni…quando è infase di rilassamento tende ancora a mettersi il dito in bocca…questo non per spaventarti…ma per dirti che arriverà il momento in cui deciderà da solo di farlo!!!
    In bocca al lupo!!!!!

  3. Elisa scrive:

    Niente ciuccio! Ciao mamme, vorrei alzare una voce fuori dal coro. Il ciuccio può essere evitato, io non l’ho dato a nessuno dei miei figli e non credo sia mancato loro. Allattamento a richiesta e tante coccole hanno sempre evitato pianti e capricci. Non mi è mai piaciuta l’idea di un pezzo di plastica in bocca a mio figlio…mi sembra così innaturale.
    Poi, per carità, ognuno scelga quello che preferisce epr i proprio figli. Io ho scelto di evitare il più possibile rimedi “artificiali” ai loro bisogni. Non è sempre possibile purtroppo…

    • Livia scrive:

      Neanche a me piacciono i ciucci, non ne ho mai dati a nessuno dei miei figli, in compenso ho il maggiore (6 anni) che ha preso l’abitudine del dito nei primi giorni di vita (o forse già nell’utero, chissà…) e non se l’è ancora tolta, nonostante le mie continue proteste. Cosa posso fare contro il dito in bocca? Temo niente, oltre a quello che sto già facendo, che per ora non ha dato frutti, purtroppo!

  4. La grande esperienza nel campo dell’infanzia ci porta sempre a consigliare ai neo genitori in cerca del primo succhiotto per il loro bambino di fare una grande scorta del ciuccio che il loro piccolo ha scelto perchè, si sa, cambiano in continuazione!
    Si rischia altrimenti di non trovarlo più.
    Alcuni pediatri consigliano in alternativa di dare al bambino differenti succhiotti, in modo da non farlo abituare ad una precisa forma… e anche secondo noi questo è il sistema migliore.
    Infatti potrebbe capitare che il vostro piccolo si affezioni alla forma di un succhiotto che col passare dei giorni diventa un po’ usurato e…attenzione: anche lo stesso succhiotto nuovo verrà respinto!!

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