Liberi di imparare: bambini e creatività

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La creatività oggi è una risorsa fondamentale. In una recente ricerca è stata indicata come il miglior predittore del successo futuro. Ma cosa c’è dietro questa risorsa e come è possibile potenziarla?

A volte pensiamo che la creatività corrisponda ad una forma d’arte. L’arte è creativa, certamente, ma la creatività non si racchiude solo in un’espressione del gusto estetico. Creativo è tutto ciò che può essere creato a partire da una ristrutturazione originale degli elementi presenti in un campo percettivo, qualcosa che prima non era visibile e che la nostra mente riesce a concretizzare.

L’atteggiamento ingenuo, che è quello che permette di osservare la realtà senza vincoli mentali, con l’apertura alla sperimentazione, è ammirato in tutto il mondo per i risultati che riesce a produrre.

A scanso di equivoci, chiariamo che non stiamo parlando di un atteggiamento poco furbo, sempliciotto, inesperto. Parliamo di quella predisposizione che è incline all’intuizione e che non segue ipotesi formalizzate che risulterebbero vincolanti.

Se c’è qualcosa che distingue un Paese rispetto agli altri, in termini di innovazione, ricerca scientificaproduttività, è la creatività della sua genteEppure sembra che la creatività tra gli studenti sia in continuo declino. 

“I giovani di oggi!”, si lamentano alcuni genitori. Parlando in generale, sembra che i bambini di oggi siano diventati meno capaci di esprimere le emozioni, meno loquaci, meno fantasiosi, meno capaci di collegare cose apparentemente irrilevanti: fanno fatica ad osservare le cose da una prospettiva diversa.

Tutti gli aspetti di cui sopra sono “ingredienti” della creatività e sembrano essere in calo, ma il ribasso maggiore si registra nella misura che viene chiamata “elaborazione creativa”, che valuta la capacità di prendere una particolare idea e espanderla in un modo interessante e innovativo.

Ci si potrebbe chiedere come la creatività può essere quantificata. Per definizione, qualsiasi prova con domande chiuse, che hanno una sola risposta giusta, o un’unica via corretta per la soluzione non è una valutazione che permette di esprimere creatività.

Esistono poi dei test psicologici che sono stati sviluppati proprio per misurare il potenziale creativo di adulti e bambini, con l’idea che la creatività è, per l’appunto, la variabile sottostante alla realizzazione personale ed il migliore predittore di successo.

Sapete quale profilo emerge degli studenti italiani? Numerose ricerche testimoniano che i nostri allievi sono molto preparati ma poco creativi. Cosa, quest’ultima, che impedisce loro di essere ai primi posti nelle prove attitudinali, soprattutto rispetto ai loro colleghi di altre nazionalità.

Beh, non dovrebbe sembrare una sorpresa. Per diversi decenni nella nostra società c’è stata la soppressione della libertà dei bambini, e ora scopriamo che la loro creatività è in declino.

Non parliamo di una libertà in tutti i campi (quella che oggi sfocia persino nel permissivismo) ma proprio quella che si registra all’interno del sistema scolastico, molto centrato sul metodo e sui contenuti, e che poco lascia spazio all’espressione personale.

La creatività si nutre di libertà ed è soffocata dal continuo monitoraggio, dalla valutazione, dalle direttive degli adulti, e dalla pressione a conformarsi. Avviene attraverso il metodo di studio, ma si insinua già nel gioco strutturato della prima infanzia.

Nel mondo reale le domande non hanno una sola risposta giusta, alcuni problemi non hanno un’unica soluzione giusta, ecco perché la creatività è fondamentale per il successo nel mondo reale.

Ma siamo sempre più inclini a sottoporre i bambini a un sistema educativo che presuppone una sola risposta giusta per ogni domanda, ad ogni problema, un sistema che “punisce” i bambini (e i loro insegnanti) per aver osato tentare vie diverse.

In troppe scuole vige ancora la convinzione che la quantità di sapere sia più importante dell’esperienza, e mi accorgo di come molti programmi di fondano su progetti che privano i bambini del tempo libero al di fuori della scuola.

Che tu sia un insegnante, o un genitore preoccupato di fornire ai tuoi ragazzi le giuste opportunità formative, fermati a pensare: i nostri ragazzi hanno fin troppe attività organizzate, e poco tempo per mettersi alla prova.

Tempo per giocare, esplorare, per sperimentare la noia e trovare un modo di superarla, fallire, superare il fallimento, cioè, fare tutto ciò che devono fare per sviluppare il loro potenziale creativo.

Marcella Agnone – Psicologa Psicoterapeuta

foto: http://neurosciencenews.com/

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