Bambini NON fate la nanna! Parola di Estivill

ADV

fate-la-nanna

La notizia è di qualche tempo fa ma forse a qualcuno -come a me- era sfuggita: il mago del sonno coatto, che per decenni ha addormentato i nostri figli con il suo best seller Fate la nanna, ha rivisto in parte le sue teorie. L’infallibile metodo Estivill per “educare” i piccoli a dormire da soli fin dalla culla, che ha diviso schiere di genitori in due: da una parte i seguaci con qualche senso di colpa e sonni tranquilli, dall’altra i detrattori con la coscienza a posto e gli occhi cerchiati dalle occhiaia, fa acqua da qualche parte. E ad ammetterlo è il suo inventore in persona, che per scusarsi con i suoi lettori pubblica -ahimè!- addirittura un nuovo manuale dal titolo programmatico A dormir!

La ricetta miracolosa racchiusa nelle pagine del famoso libriccino sul comodino di ogni puerpera che si rispetti da quasi vent’anni, è molto semplice e nota e si basa sul creare la giusta routine per conciliare il meritato riposo: buonanotte, orsetto, bacino, ciuccio e sogni d’oro. Ma se le cose -come capita nella stragrande maggioranza dei casi- non dovessero ingranare al primo colpo, diventa una questione di determinazione materna (o paterna). Bisogna mettere a letto il proprio figlio e lasciare subito la cameretta; armarsi di cronometro e lasciar piangere il bambino per periodi di tempo controllati, tornare a guardare ogni tanto, aumentare gradualmente il periodo di tempo in cui si rientra in stanza, senza mai prenderlo in braccio, confortandolo solo a parole; se il bambino vomita (anche questo può far parte del copione) pulire tutto e rassicurarlo, sempre senza mai prenderlo in braccio. Il bambino prima o poi capirà e smetterà. Non ci sono limiti di età e prima si comincia meglio è, recitava la bibbia del sonno infantile.

Peccato che dopo quindici anni, milioni di copie vendute e fiumi di lacrime infantili versate, il nostro Estivill abbia ritrattato, ammettendo di aver preso una svista. Le sue regole da caserma pare non valgano per i neonati (specialmente se allattati al seno) e non possono essere applicate quando l’orologio biologico è ancora immaturo.

Ecco uno stralcio della famosa intervista al neuropsichiatra spagnolo pubblicata su El Pais: “Recentemente abbiamo pubblicato il libro A dormir che consiste nell’aggiornamento della conoscenza del sonno infantile. In esso vengono spiegate alcune regole per insegnare ai bambini a dormire e correttamente rispettando l’allattamento al seno. Infatti abbiamo eseguito numerosi studi scientifici pubblicati su una nota rivista pediatrica spagnola, riguardanti il sonno ed i bambini allattati al seno a richiesta.Nel cervello dei bambini c’è un gruppo di cellule che è il nostro orologio biologico. Questo orologio ci dice che dobbiamo dormire la notte ed essere svegli durante il giorno. Come altre strutture cerebrali dei bambini, questo orologio biologico è immaturo alla nascita. Per questo i bambini dormono a tratti e non possono dormire tutta una notte di seguito fino a sei mesi di età. Pertanto nel libro Fate la nanna le regole da seguire erano per bambini dai 3 anni in su che soffrivano della cosidetta “insonnia infantile per abitudini scorrette”.

E ora chi lo spiega a quell’esercito di ex-neonati afflitti da “addormentamento precoce”, che fino a tre anni valeva tutto, lettone compreso?

Articoli consigliati

Scrivi un commento