Da 1 ottobre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Bambini: non vuole andare a scuola!

ADV

. Sono, infatti, contesti pieni di cose e persone nuove, che lo mettono costantemente alla prova non soltanto con i compagni ma anche con le educatrici e le maestre. Dunque è abbastanza frequente che il bambino reagisca negativamente all’impatto con la scuola, specie se è alla prima esperienza con il mondo esterno.

Generalmente il primo approccio del bambino è positivo perché è stimolato dalla novità e dalla curiosità e trova affascinante quell’ambiente pieno di giochi e bambini. Passato un po’ di tempo, però, subentra il dolore del distacco dalla famiglia. Il bambino, poi, impiega tempo a realizzare i cambiamenti importanti della vita, come quello della scuola. Dunque da novità, l’asilo e la scuola piano piano diventano una realtà dalla quale il piccolo vuole fuggire perché capisce che sarà una costante della sua vita, una realtà che detta regole molto diverse dalla sua famiglia nella quale è abituato a giocare e a farsi coccolare.

Tutto questo porta al non voler andare a scuola anche diversi mesi dopo il suo inizio. Ma anche una vacanza o una malattia possono scatenare in lui questa ribellione, perché nel periodo in cui rimane a casa può confrontare le due realtà, quella della scuola e la famiglia, e rendersi conto che l’ambiente familiare è più piacevole.

Il bambino, a volte, non è in grado di esprimere a parole il disagio che prova. Il rifiuto di andare all’asilo, ad esempio, può manifestarlo non verbalmente ma con finti disturbi o cambi di umore improvvisi. Mentre il bimbo più grande mette in moto la fantasia dicendo di stare male, con improvvisi mal di pancia, mal di testa, che spesso non sta inventando perché possono essere sintomi psicosomatici causati dal motivo per cui rifiuta di andare a scuola. Per questo il bambino non va trascurato ma ascoltato e interpretato. Non è neanche il caso di sospendere la frequentazione della scuola. Ma se il rifiuto continua, allora, sarà bene consultare uno psicologo dell’età evolutiva.

Ed ora qualche piccolo consiglio per aiutarci a interpretare eventuali disagi nel bambino e a far vincere al piccolo la paura della scuola:
chiedergli il motivo per cui non vuole andare a scuola e ascoltare quello che vuole dire;
non sottovalutare i suoi disturbi fisici perché essendo psicosomatici sono la manifestazione fisica di un disagio interiore;
non schierarsi dalla sua parte (facendogli cambiare classe o criticando i maestri) perché vorrebbe dire enfatizzare quello che non riesce a fare o legittimare i suoi timori;
parlare con gli educatori ed i maestri e gli psicologi della scuola per poter essere sempre informati su quello che il piccolo fa a scuola magari facendo gruppo in modo da non far sentire al piccolo la scissione tra la scuola e la famiglia;
non sminuire i suoi insuccessi, ma non farsi nemmeno incantare dalle sue lamentele verso la scuola per evitare di schierarsi contro, ad esempio, un maestro, per prendere le difese del piccolo;
raccontargli di quando anche mamma e papà andavano a scuola, magari facendogli vedere alcune foto;
non abituare il bambino a portare a scuola un proprio giocattolo perché per lui è come portarsi dietro un po’ di “mamma”, dando così più importanza alla famiglia rispetto alla scuola;
coccolarlo al mattino e alla sera, magari leggendogli un libro in modo che il piccolo possa stare con la propria mamma, ritrovando un equilibrio emotivo che lo aiuterà ad affrontare le ore fuori casa.

Dite la verità…chi di noi non c’è passata almeno una volta?

Immagini:
centropsiche.it

Scrivi un commento