Bi Test: come funziona e chi deve farlo

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Tra gli esami della gravidanza del primo trimestre vi è il Bi Test. Vediamo insieme di che cosa si tratta e come funziona.

Che cos’è il Bi Test?

Il Bi Test è un esame di screening molto importante.

Come abbiamo scritto precedentemente viene effettuato entro la fine del primo trimestre. Indicativamente tra la undicesima o dodicesima settimana di gravidanza.

Che cosa rileva?

Il Bi Test è in grado di rilevare la presenza percentuale di anomalie cromosomiche.

In particolare:

  • trisomia 21 (sindrome di Down);
  • trisomia 18 (sindrome di Edwards);
  • identificare condizioni di rischio particolare per alcune anomalie anatomiche o placentari.

Come funziona

Il Bi Test è un esame non invasivo. Si  tratta di un esame di diagnosi prenatale che non presenta alcun tipo di rischio per la mamma e il feto.

Il Bi Test consiste quindi in:

  • un prelievo di 1 ml di sangue attraverso il quale si misura la concentrazione di sostanze prodotte dalla placenta (freeBetaHCG e PAPP-A). La metodologia di laboratorio consente di regola di ottenere il risultato dell’esame in 2-3 giorni. L’esame di laboratorio su sangue intero deve essere eseguito con apparecchiature e materiali certificati in laboratori accreditati dagli organi sanitari regionali e secondo gli standard previsti dalla Fetal Medicine Foundation.
  • un’ecografia con la quale si misura la lunghezza del feto e lo spessore dellatranslucenza nucale”.

I valori ottenuti da tali esami costituiscono dei parametri di riferimento che, uniti ad altri indicatori fra i quali principalmente l’età materna, forniscono il risultato finale. La stima del rischio.

Attendibilità

Il risultato del Bi Test è un risultato probabilistico.

Indica quindi la percentuale di rischio di eventuali malformazioni, anomalie cromosomiche, sindrome di down, etc. che potrebbero interessare il feto.

Non è quindi un risultato sicuro al 100%.

Proprio per questo, a seconda dei casi, si può decidere di effettuare esami successivi (villocentesi, amniocentesi) che vadano a confermare l’esito positivo di questo esame o a tentare di scongiurare il rischio emerso.

Chi deve farlo?

Il Bi Test fa parte degli esami gratuiti inseriti nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza per le donne in gravidanza.

Possono fare questo esame tutte le donne,  in particolare:

  • donne di età inferiore a 35 anni, a basso rischio per anomalie dei cromosomi, che ritengano utile valutare in modo più preciso il loro rischio individuale per decidere se fare esami invasivi come l’amniocentesi o il prelievo di villi coriali;
  • donne di età superiore a 35 anni, quindi a medio o alto rischio che, al contrario, ritengano utile valutare in modo più preciso il loro rischio individuale per decidere se eventualmente non esporsi alla diagnosi prenatale invasiva.

 

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