Da 3 dicembre 2014

Può finire la magia del Natale? Risponde Silvia Tropea

Letterina di Babbo Natale

Inutile negarlo, fino a che in casa ci sono dei bambini il Natale, senza nulla togliere alla profondità del suo significato religioso, è un po’ più magico: i preparativi per addobbare la casa, le letterine che vengono consegnate a chi di dovere, l’attesa mista alla paura per l’arrivo di qualcosa di misterioso, l’atmosfera domestica che si fa più festosa… La credulità dei bambini rende tutto questo più speciale, mentre noi stessi ci sforziamo di rendere ancora più trepidante l’attesa. Insomma, finché i bambini sono bambini il Natale è più allegro, più giocoso e festoso.

silvia-tropeaMa cosa succede quando tra gli 8 e i 10 anni i nostri figli scoprono che Santa Lucia, Babbo Natale, Gesù Bambino e la Befana altri non sono che la mamma e il papà (oltre, ormai, una sfilza di zii, nonni e parenti di vario grado)? Come cambiano tra le parteti di casa l’atmosfera e la percezione della festa più famigliare che ci sia?
Per parlarne, abbiamo pensato di coinvolgere Silvia Tropea, del blog Genitoricrescono.com, mamma di un bambino di ormai 11 anni…

Silvia, ci racconti di come tuo figlio ha scoperto la verità su Babbo Natale?

Non ne ho idea, davvero! In lui, a 10 anni, c’era ovviamente sempre più scetticismo ma anche tanta voglia di crederci ancora. Dopo un po’ di discorsi poco coerenti, siamo arrivati a quest’anno che, senza domande o dichiarazioni particolari, la figura di Babbo Natale è sparita. Ha semplicemente chiesto a noi i regali, comunicando quello che gli piacerebbe ricevere in dono da noi e dai parenti. Il passaggio, dunque, è stato all’insegna della spontaneità, che credo sia la cosa migliore. Io non ho mai fatto nulla perché continuasse o smettesse di credere in questi personaggi magici. Le poche volte che è capitato che facesse domande per esempio sul topolino dei denti, io rispondevo “esiste fin che ci credi!“.

E’ cambiato qualcosa in famiglia ora che anche lui “sa”?

Tutto sommato no, lui continua a progettare la decorazione, a preparare l’atmosfera del Natale. Per esempio segue molto mia madre nella preparazione del presepio, operazione che dura per diversi pomeriggi: lo faceva da piccolo lo fa ora. Da parte mia, non vivo con nostalgia la perdita della figura di Babbo Natale, era talmente naturale che sparisse vista anche l’età.

Per i più piccoli il Natale è soprattutto sinonimo di doni: come e quando inizia a passare il messaggio religioso?

Innanzitutto deve essere una scelta famigliare, il Natale è ormai una ricorrenza che si festeggia anche a prescindere dall’aspetto religioso; la vacanza scolastica, il non andare a scuola, di per sé è già una festa.  Noi lo presentiamo come una ricorrenza religiosa; per esempio a me piace molto quando i bambini familiarizzano con le figure del presepio e quindi anche se piccoli iniziano ad avvicinarsi al messaggio religioso del Natale. In quei momenti, osservando le statuine che compaiono mano a mano durante il periodo dell’Avvento, prendono coscienza del fatto che stanno festeggiando la nascita di una famiglia particolare. Senza troppo clamore e grosse dichiarazioni, noi genitori di fronte al presepio abbiamo l’opportunità di raccontare e spiegare il significato del Natale. E’ per questo io sono molto legata alla tradizione del presepio, oltre e più che a quella dell’albero.

Il giorno di Natale con i parenti: come viene vissuto dai ragazzini?

La presenza e la vicinanza con i cugini per mio figlio è ancora un momento molto bello. Arrivano tutti con i giochi nuovi (o li ricevono sul posto) e sono tutti insieme: è ovvio che anche se sono chiusi in casa per loro rimane una gran festa, non vedono l’ora. Siamo ancora in una fase d’età in cui il Natale in famiglia è ancora attraente.

Allora Buon Natale Silvia!

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