Da 18 settembre 2013 Leggi tutto →

Bonding prenatale: parlare con il bambino

ADV

La voce materna è sicuramente lo stimolo che giunge al piccolo in modo più intenso e frequente: ogni volta che la mamma parla, le sue corde vocali vibrano come quelle di una chitarra, formando onde sonore che si disperdono in ogni direzione, sia all’esterno della bocca, sia all’interno, attraverso la trachea e i polmoni.

Queste onde vengono assorbite dai tessuti e dagli organi e riescono in buona parte ad arrivare fino all’utero, dove giungono, in particolare, i suoni a bassa tonalità. Il bambino non sente solo i suoni, ma anche il ritmo, l’intonazione e soprattutto la carica emotiva di chi si rivolge a lui. Ecco perché parlare al bambino quando è ancora nel grembo materno è il modo più semplice ed efficace per entrare in contatto con lui.

Puoi rivolgerti al tuo bambino fin dal primo trimestre di gravidanza. Anche se l’apparato uditivo si completa solo nel secondo trimestre di gravidanza, il tuo piccolo può percepire le tue emozioni molto prima. Parlargli, quindi, diventa un modo per riconoscerlo, affermare la sua presenza, fargli sentire che tu lo desideri e lo ami da quando sai che è dentro di te. E’ importante essere spontanei e diretti, usare dolcezza e tenerezza. La voce deve essere il più possibile calma, dolce, bassa e, nel frattempo appoggia le mani sul ventre.

Se vuoi, puoi programmare questo incontro in un momento preciso della giornata, così da creare una specie di appuntamento fisso. Ad esempio, potresti dedicare qualche minuto dopo pranzo o terminata la cena: sembra infatti, che il maggior livello di zuccheri nel sangue della madre, e quindi del bambino, renda il piccolo più attivo e dunque più recettivo.

Ma, soprattutto a partire dal terzo trimestre, è importante che il piccolo impari a distinguere la voce del suo papà. Quindi chiedi al tuo compagno di accarezzarti il pancione, muovendo le dita in senso circolare partendo dal basso ventre, dove dovrebbe essere posizionata la testa del bambino e risalendo verso l’ombelico, percorrendo così il suo corpo.

All’inizio alcuni uomini si sentono un po’ intimiditi o imbarazzati nel vivere questa esperienza, ma poi, dopo un po’ di tempo, si “sciolgono”. Probabilmente, quando il bambino sentirà il papà si muoverà di meno. Questo perché la sua voce non gli è famigliare come quella della mamma e, quindi, il piccolo si ferma per ascoltare con più attenzione le nuove vibrazioni che gli giungono.

zp8497586rq

I commenti sono chiusi