Da 2 febbraio 2011 0 commenti Leggi tutto →

Cattivissimo Me in DVD e Blu-Ray: intervista sull’adozione

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Per tutte quelle mamme che, come me, hanno visto il film di animazione “Cattivissimo Me” al cinema lo scorso ottobre e lo hanno trovato interessante e divertente, c’è una bella novità: a partire da oggi 2 febbraio, sarà possibile trovarlo in DVD, Blu-Ray e Blu-Ray 3D. Ricordate la trama? Il film parla del “cattivissimo” Gru, che, dopo aver adottato 3 sorelline con l’intenzione di servirsene per attuare il suo diabolico piano – rubare la luna – riscopre il cuore che aveva dimenticato di avere, scoprendosi un ottimo papà!

Con il piglio ironico e divertente di un cartone animato, il film tratta, dunque, un tema importante, l’adozione, tama che vorremmo cercare di approdondire, con l’intento di comprendere meglio cosa significhi adottare un bambino e cosa possa comportare una scelta così importante.

L’adozione è molto spesso una delle strade che le coppie intraprendono per poter costruire una famiglia ma è anche un modo di aiutare tutti quei bambini orfani a cui la vita ha tolto la possibilità di vivere in una famiglia serena, circondati dall’amore di una mamma e un papà.

Di seguito la scena del film in cui le tre bambine, prima di andare a letto, fanno le loro preghiere e la piccola Agnes chiede che l’indomani possano essere adottate:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=LJ92rxXhS3c&feature=related[/youtube]

Mentre il video che segue è la scena finale del film in cui il “Cattivissimo” Gru, ormai diventato un bravo e buono papà, racconta alle sue piccole la favola della buonanotte

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=34Yrkgv51rA&feature=related[/youtube]

Stefano Lo Verme ha intervistato per noi Walter Curati, amministratore del Centro Adozioni La Maloca,un’associazione costituita da volontari che si adoperano con passione ed impegno per sostenere e consigliare chi è intenzionato a ricorrere alle adozioni internazionali per dare una nuova famiglia ad un bambino orfano. Ecco il testo dell’intervista:

Walter, il Centro Adozioni La Maloca è attivo fin dal 1994 per aiutare i bambini orfani di paesi più disagiati a trovare una famiglia qui in Italia. Cosa vi ha spinto a decidere di aprire questo Centro Adozioni?

Un certo numero di famiglie che vivevano nella zona tra Parma e Reggio Emilia volevano coronare il loro sogno di diventare genitori; a quel tempo l’adozione era cosidetta “fai da te”, cioè bastava avere qualche contatto sia in Italia che nel Paese estero per intraprendere questo percorso. Loro però già allora sentivano il bisogno di unirsi per avere un riferimento preciso e cercare di essere più preparati ad affrontare questo percorso, che sicuramente spesso non è facile. Così pensarono di costituire il Centro Adozioni La Maloca (il nome deriva dalla capanna centrale nei villaggi indios dell’amazzonia), in modo che le famiglie che intraprendevano questo cammino potessero avere come riferimento questa associazione.

Avete ottenuto subito un buon riscontro nella vostra attività di volontariato?

Sì, dobbiamo dire che c’è stata subito partecipazione, in particolare di coppie che intendevano adottare, ma anche con la disponibilità di partecipare a questa attività di volontariato. Dobbiamo però specificare che le procedure allora erano più semplici e le formazioni delle famiglie sicuramente più sommarie. Infatti i principali ostacoli che abbiamo incontrato sono stati di ordine burocratico.

Quali sono i requisiti che è necessario possedere per formulare una richiesta di adozione?

I requisiti tecnici sono di essere sposati da almeno tre anni (vale anche la convivenza dimostrata), dopodiché occorre presentare tutta una serie di documenti riguardanti sia l’aspetto giuridico che fisico. Occorre però chiarire che la coppia non fa una “richiesta” di adozione, ma fornisce una “disponibilità” all’adozione: questo concetto è importante, perché il compito delle istituzioni e il nostro è quello di trovare una famiglia per uno o più minori in stato di abbandono, non quello di trovare un minore per una famiglia che richiede un’adozione. Al centro ci sono sempre il bambino e la sua completa salvaguardia.

Nel film Cattivissimo me, il protagonista è un personaggio in apparenza cinico che però, dopo aver adottato tre vivaci orfanelle, scoprirà di avere dentro di sé un profondo istinto paterno. Secondo la vostra esperienza, quand’è che una coppia è davvero pronta ad adottare un bambino?

Questa è una domanda alla quale è impossibile dare una risposta precisa, in quanto ogni famiglia ha un suo percorso e un suo tempo di “maturazione”. Il percorso è lungo e impegnativo: prima con i Servizi Sociali, poi con il Tribunale dei Minori, poi con gli Enti Autorizzati ed infine il più importante con il figlio adottato. Quest’ultimo percorso sicuramente può essere più facile se quelli prima saranno stati sviluppati con amore e professionalità.

Il Centro La Maloca pone sempre in primo piano i diritti e le necessità dei bambini, che in genere provengono da realtà estremamente disagiate. Qual è il bisogno primario di questi bambini?

Il bisogno primario è sicuramente “l’amore”: questa è la cosa che è mancata ha un bambino che ha subito un abbandono. Sull’amore poi si possono costruire tutti gli altri valori, ma è importante far capire che questa non sarà più una famiglia di passaggio, ma sarà finalmente una sicurezza su cui potranno contare per la loro crescita.

Quali sono le principali difficoltà del loro background familiare e sociale originario?

Anche questa è una domanda per la quale le risposte possono essere molteplici. Dipende dal passato del minore: tutti sicuramente hanno subito un “abbandono”, quindi questo è un segno che si porteranno per il resto della loro vita. Poi dipende da come hanno vissuto la prima parte della loro vita: certi possono aver sofferto la povertà, altri possono aver ricevuto violenze o abusi di qualunque tipo, quindi su ogni minore occorre sviluppare un’azione di recupero diversa. Per questo è importante che la famiglia sia disponibile a incontri con psicologi che conoscano bene le problematiche.

Cosa può dirci della legislazione esistente in Italia a proposito delle adozioni? Pensa che sia possibile apportare qualche miglioramento?

La legislazione ritengo sia valida e improntata sulla tutela dei minori. Il problema è che in non tutte le parti d’Italia, vengono applicati gli stessi metodi di preparazione delle coppie che intraprendono l’adozione. Una cosa che ritengo importante è che ancora non esiste un data-base generale di tutti i minori italiani che sono in stato di adozione. Infatti ogni Tribunale dei Minori abbina i bambini in stato di adozione sotto la propria giurisdizione a famiglie della propria regione, mentre prende in considerazione quelle di altre regioni solo se la famiglia ha fatto richiesta al detto Tribunale.

Nel film Cattivissimo me, le tre orfanelle vengono adottate dal protagonista Gru quando sono già delle bambine più ‘grandi’. Sono frequenti i casi di bambini non più piccolissimi e di ragazzi che faticano a trovare una famiglia adottiva?

Sì, i bambini piccoli in adozione internazionale sono sempre meno: l’età media dei minori entrati nel 2009 era di quasi sei anni. I bambini più piccoli arrivano dalle zone asiatiche e in parte dall’Africa, mentre in zone come Europa dell’Est e America Latina spesso questi vanno in adozione nazionale ed entrano in Italia bambini più grandi o gruppi di fratelli. Le famiglie italiane comunque spesso sono disponibili anche ad accettare adozioni con minori grandicelli, non dimenticandoci che spesso l’età delle coppie che intraprendono questo percorso supera i quarant’anni.

In cosa cambia il mestiere di genitore adottivo quando si sceglie di adottare un ragazzo più grande anziché un neonato?

Chiaramente l’approccio è diverso, però come ho già detto prima dipende molto dal vissuto del minore, bisogna però essere preparati a gestire situazioni di inserimento scolastica, nella nuova famiglia e in una società che non sempre è aperta alle diversità, per questo la figura dell’Ente autorizzato in particolare dei suoi professionisti che seguono il post adozione è una presenza importante.

Il Centro La Maloca si occupa delle adozioni di bambini e ragazzi provenienti da paesi come la Colombia, il Brasile, la Romania e il Nepal. In base alla vostra esperienza e alle testimonianze delle famiglie con cui siete in contatto, questi ragazzi riescono ad integrarsi facilmente in una realtà molto diversa come quella italiana? Quali sono le problematiche più frequenti che si trovano ad affrontare nel loro percorso di crescita?

Come dicevo prima la società non sempre è disponibile ad accettare le diversità, pertanto a volte i problemi di inserimento ci sono: il colore della pelle, la provenienza da un altro paese, le loro origini diverse e non sempre chiare possono portare a problemi di integrazione, e in questo caso la famiglia deve mostrare le proprie risorse. Spesso questi bambini presentano le problematiche dei coetanei, con almeno un problema in più che è quello dell’abbandono, oltre alla loro preoccupazione di farsi accettare dagli altri.

Lei ha adottato due bambini dalla Colombia che oggi sono due ragazzi adolescenti. Le andrebbe di raccontarci in che modo questa esperienza ha cambiato la sua vita?

La nostra avventura nel mondo dell’adozione internazionale è iniziata nel 1993 e da quel periodo è stata in continua evoluzione: la nostra prima adozione è stata conclusa nel 1996, con il mio primo figlio che allora aveva sette mesi. Il secondo percorso è stato concluso nel 2001, con mia figlia allora di cinque anni. Questi eventi hanno cambiato completamente la nostra vita: dopo circa quarant’anni dedicati alle nostre individualità e alla vita di coppia tutto si è riversato su di loro. Naturalmente sono cambiati gli ambienti frequentati  ed i nostri obiettivi, comunque credo che questo ci abbia fatto “ringiovanire” e trovare tutte quelle energie che prima si erano assopite. Tuttora i momenti di riposo sono pochissimi e tra scuola, sport, attività culturali e problemi adolescenziali certamente non c’è tempo per annoiarsi!

Qual è stata la lezione più importante che ha imparato attraverso il mestiere di genitore?

La prima regola è “non mollare mai”! Essere genitori è difficile, essere genitori adottivi ancora di più, i momenti di sconforto ci sono e se la coppia non è fermamente convita di quello che sta facendo le crisi sono sempre dietro l’angolo. Ma grazie alla forza di volontà le soddisfazioni arrivano, e quando alla sera si ritorna a casa poter abbracciare la tua famiglia ripaga di tutte le difficoltà incontrate precedentemente. Concludo dicendo che sono nel mondo delle adozioni da più di quindici anni, ma ancora oggi, quando vedo alle feste della Maloca tutti quei bambini che giocano o parlano tra di loro, e poi qualcuno parte correndo e gridando “mamma mamma!”, confesso che mi vengono le lacrime agli occhi.

Fonte: fusiondigital.it

Immagini:
cinemaevideogiochi.com
cinezapping.com
film-review.it
serialplay.com
fusiondigital.it

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