Da 4 maggio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Cellule staminali e cordone ombelicale: donazione per la vita

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Studi recenti hanno messo in luce che il sangue della placenta è simile per composizione, a quello del midollo osseo (il tessuto, deputato alla formazione delle cellule che compongono il nostro sangue). Contiene infatti molti elementi che sono i precursori indifferenziati (cioè i progenitori) dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine. Queste cellule (dette “staminali“) sono in grado di colonizzare il midollo osseo e di riprodursi, dando origine ai diversi elementi del sangue.

Di conseguenza il sangue placentare può sostituire il trapianto di midollo osseo nella cura di patologie gravi del sangue (linfomi, leucemie, anemia mediterranea, e tante altre). Inoltre circa il 40 – 50% dei malati che ha bisogno di un trapianto di midollo osseo, non sempre ha disponibilità di un donatore compatibile tra i familiari o tra i donatori volontari di midollo osseo: in queste circostanze il sangue del cordone ombelicale può sostituire il midollo per il trapianto.

Il prelievo del sangue dal cordone ombelicale è una procedura semplice e del tutto innocua per mamma e bambino, viene effettuato al momento del parto, poco dopo la nascita, prima dell’espulsione della placenta, quando il cordone è già stato tagliato.Il cordone ombelicale invece ancora attaccato alla placenta viene disinfettato, e dalla vena ombelicale (sul cordone) si preleva 150ml di sangue cordonale, viene raccolto in una sacca sterile,  inserita in un contenitore isotermico con ghiaccio e trasferito in una banca entro le 24 ore. Poi vengono selezionate le cellule che passano in azoto liquido.Questo prelievo può essere effettuato sia dopo un parto naturale  che dopo il taglio cesareo.

La donazione del sangue ombelicale non ha in sé alcun rischio né per  la mamma né per il bambino) e una volta prelevato può essere conservato anche per molti anni, per essere disponibile al momento del trapianto di midollo osseo.

Qualsiasi mamma in buona salute può donare il sangue della placenta, sottoponendosi, poco prima del parto, ad esami del sangue per escludere la presenza di  malattie,controllo da ripetersi dopo sei mesi dal momento del parto.

Il prelievo del sangue placentare può essere eseguito in qualsiasi ospedale, che si appoggia a una struttura di riferimento specializzata; il sangue raccolto viene conservato per l’utilizzo in una delle cosiddette banche del sangue. Nel nostro paese le banche di sangue placentare sono ancora poche, ma  presenti in diverse regioni.

Trovate dettagliate informazioni sulla donazione del sangue placentare sul sito dell’ADlSCO, la prima associazione al mondo che riunisce le donatrici del sangue del cordone ombelicale, oppure alla AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia Oncologia Pediatrica).

Immagini:
medicinaepersona.org
acquavivalive.it

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