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Chikungunya: cos’è e come si cura

Chikungunya

Ma che cos’è la Chikungunya? Come si contrae? Come si cura?

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza su questa malattia dal nome impronunciabile di cui si sta parlando tanto in questi giorni.

In particolare a causa dell’aumento del numero di persone che hanno contratto il virus (finora si tratta di 64 persone ). E per la sua diffusione anche in aree al di fuori del Lazio (primo caso nelle Marche).

Che cos’è?

La Chikungunya è una malattia virale che viene trasmessa all’uomo dalla puntura di una zanzara femmina del genere Aedes (la zanzara tigre). Il virus responsabile appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus.

Non esiste il contagio diretto da persona a persona.

La prima epidemia è stata descritta nel 1952 in Tanzania. Anche se già nel 1779 era stata descritta un’epidemia in Indonesia, attribuibile forse allo stesso agente virale.

Chikungunya

Sintomi

Dopo un periodo di incubazione che varia dai 2 ai 12 giorni si manifestano improvvisamente febbre e dolori alle articolazioni tali da limitare i movimenti dei pazienti.

Proprio da questa difficoltà motoria deriva il nome Chikungunya, che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”.

Altri sintomi molto frequenti sono:

  • dolore muscolare, mal di testa, affaticamento e rash cutaneo.

Chikungunya

Cura

Non esistono trattamenti antivirali né tantomeno vaccini specifici per la cura della Chikungunya.

In generale le cure si focalizzano primariamente nell’alleviare i sintomi. Dallo stato febbrile ai dolori articolari.

Il dolore alle articolazioni è spesso debilitante, generalmente dura alcuni giorni ma può anche prolungarsi per alcune settimane.

Nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente. Tuttavia, in alcuni casi i problemi articolari possono persistere per mesi o anche anni.

Solo in casi particolarmente gravi può portare alla morte così come riporta il  portale dell’Epidemiologia per la Sanità Pubblica.

Consigli

La prevenzione della malattia consiste innanzitutto:

  1. nel fare le consuete disinfestazioni;
  2. nell’impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare (reti alle finestre o zanzariere nelle stanze in cui si soggiorna);
  3. utilizzare repellenti per le punture delle zanzare; in questo caso le donne in gravidanza e i bambini dovrebbero consultare il proprio medico o farmacista per utilizzare quelli più adatti;
  4. proteggersi sempre dalle punture di zanzara. Le zanzare vettori di questa malattia non sono attive solo al buio, nelle ore serali, ma anche durante il giorno.

 

 

 

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