Da 15 novembre 2010 0 commenti Leggi tutto →

Clownterapia o cura del sorriso per i bambini in ospedale

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Nessuno vorrebbe pensare mai a un bambino in ospedale. Eppure, il ricovero diventa una necessità in una varietà di situazioni, dalla cura di malattie più lunghe o complesse, che richiedono magari un attento controllo delle funzioni vitali, all’intervento chirurgico o anche all’esecuzione di un particolare test. E, nella maggior parte dei casi il ricovero di un bambino crea sempre ansia nei genitori e nel piccolo paziente. Per questo negli ultimi tempi si sono moltiplicati i progetti per i bambini in ospedale. Uno tra questi è la clownterapia o terapia del sorriso.

I clown (Dottor Sogni, Dottor Sorriso), ideati da Hunter “Patch” Adams, a cui è stato dedicato l’omonimo film, sono artisti specificatamente formati, in grado di aiutare i piccoli malati e le loro famiglie ad affrontare la difficile prova del ricovero. La giornata di un clown inizia con una riunione con la caposala e gli infermieri per sapere la situazione di ogni singolo bambino: se è stato operato, come ha reagito alle cure, se deve riposare.

I clown operano in totale armonia con medici, infermieri e volontari per sostenere ne miglior modo possibile i bambini ricoverati occorre, infatti, un rigoroso rispetto dei ruoli e delle competenze. Mentre il personale sanitario attraverso le medicine e le terapie somministra le cure adeguate alla malattia del bambino, i clown si prendono cura della parte sana del bambino, quella che vuole esprimersi attraverso il gioco, la fantasia, il pianto, lo stupore, la paura, il sorriso.

L’attività del clown non consiste in uno “spettacolo in corsia” in un momento casuale della settimana o in una performance del fine settimana ma in una visita a ogni singolo bambino, stanza per stanza, in un giorno della settimana definito insieme al personale ospedaliero. Durante la visita attraverso risate, strizzatine d’occhio, fiducia, applausi, gioco, tenerezza, ascolto, musica e magia si crea complicità e spesso il clown diventa il confidente del bambino che esprime le proprie paure e ansie o i propri desideri.

Gli effetti psicologici e biologici del riso sono tutti positivi: ridere infatti è un esercizio muscolare e respiratorio, che permette un fenomeno di purificazione e liberazione delle vie respiratorie. Quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano. Ridere possiede, poi, una funzione depurativa, in quanto libera l’organismo dall’anidride carbonica, e permette un miglioramento delle funzioni del fegato e dell’intestino. Ridere calma il dolore, aiuta a sdrammatizzare ed è quindi un antidepressivo.

Insomma con l’aiuto del clown-dottore anche la siringa non fa più paura e il dolore fa meno male.

Di seguito un video tratto dal film “Patch Adams” con protagonista Robin Williams.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=M7Vf304YNXA&feature=related[/youtube]

Immagini:
taleonline.it
arteesalute.blogosfere.it
trmtv.it

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