Come affrontare il puerperio, i 40 giorni dopo il parto

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Puerperio

Stringendo tra le braccia il proprio bambino ogni donna dimentica le fatiche del parto e si prepara a vivere le settimane del puerperio.

Si perché dopo i 9 mesi di gravidanza e la gioia e la magia dell’incontro con il proprio bambino ogni neo mamma sperimenta e vive un momento molto delicato che va dal momento dell’espulsione della placenta (il secondamento) alle 4-6 settimane in cui può essere affetta da piccoli disturbi fisici e psichici.

Puerperio: i disturbi più frequenti 

Depressione post parto

Abbiamo parlato spesso della depressione post parto o baby blues  una sindrome che colpisce molte donne nei primi dieci giorni dopo il parto, causata delle modificazioni ormonali che intervengono e soprattutto del crollo degli estrogeni e del progesterone. Si tratta di un fenomeno che ha una durata transitoria e piuttosto breve ma che non va mai sottovalutato.

Dolore ai punti

Durante il parto naturale, per facilitare il passaggio del bambino ed evitare delle lacerazioni, nella zona perineale viene praticato un taglio, l’episiotomia. Sia questo taglio che eventuali lacerazioni spontanee richiedono la sutura con alcuni punti, che in genere si riassorbono da soli e che non hanno bisogno di medicazioni particolari. E’, comunque, importante mantenere una buona igiene intima, lavandosi spesso, meglio con acqua fredda, cambiando frequentemente l’assorbente e asciugando bene la zona per favorire il processo di cicatrizzazione.

Emorroidi

Come conseguenza delle spinte del parto, in alcune donne possono manifestarsi le emorroidi. In generale il disturbo si risolve in circa quaranta giorni. E’ consigliabile seguire una dieta ricca di fibre, avere un’igiene scrupolosafare movimento, utilizzare creme specifiche. Nei casi più seri e persistenti, invece, si deve ricorrere all’intervento ambulatoriale o chirurgico.

Lochiazioni

Le perdite che si hanno dopo il parto vengono chiamate lochi e e sono causate dall’eliminazione naturale degli strati superficiali della mucosa uterina, che durante la gravidanza servivano a nutrire il feto. Queste perdite in genere durano per 3 settimane e modificano la loro consistenza e colore con il passare graduale del tempo.  All’inizio le perdite sono ematiche per l’elevata componente sanguigna, poi diventano chiare, dapprima sierose e poi cremose.

Morsi uterini

Subito dopo la nascita del bambino la neo mamma può avvertire dei dolori simili a crampi all’utero, che incomincia a contrarsi per ritornare alle dimensioni che aveva prima della gravidanza, in un processo chiamato involuzione uterina. I morsi possono essere più intensi durante l’allattamento, poiché la suzione del capezzolo stimola la produzione dell’ossitocina, un ormone che, appunto, causa le contrazioni.

 

Perdite di pipì o incontinenza urinaria

La causa di questo inconveniente legato al parto è la perdita di tonicità del perineo. Per risolvere il problema delle perdite ed evitare che peggiori con il passare del tempo, è importante “rieducare” il perineo con degli esercizi specifici. Il più facile è il cosiddetto pipì-stop che consiste nel contrarre i muscoli come se si volesse trattenere o interrompere il flusso dell’urina per alcuni secondi.

Stanchezza

Essere stanche è normale e assolutamente comprensibile. Per questo è bene che la neo mamma nelle prime settimane si possa riposare il più possibile e sia assistita. Ogni parto, naturale o cesareo, anche se in modo diverso richiede uno sforzo fisico notevole.

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