Come affrontare il rientro al lavoro dopo la maternità

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rientro al lavoro

L’idea di “mamma che lavora” è un tema sempre caldo, pieno di opinioni diverse, sensi di colpa, conflitti interiori e tanti giudizi.

Nessuno ti parla di questo quando la gioia della maternità ti investe in pieno. Eppure i dati parlano chiaramente: molte mamme lavoratrici sono stressate e con sintomi di depressione. Poche di loro chiedono aiuto, perché si ritiene che la causa del malessere sia solo la fatica.

Alcuni modelli femminili del mondo dello spettacolo o della politica ci rimandano il loro ritorno al lavoro come una prova di grandi capacità.
Naturalmente, tornare al lavoro è una decisione molto personale, a volte non del tutto libera (data la situazione economica dei nostri tempi), e dipende da molti fattori.

Tornare a lavorare non è un sacrificio per tutti: per alcuni è la decisione migliore che una donna può prendere, non solo per se stessa, ma per tutta la famiglia.

Alcune mamme lavoratrici, tuttavia, pensano di poter fare tutto, anche nei primi difficili anni di vita del bambino: è una caratteristica delle personalità più forti, donne “ad alto funzionamento”, lavoratrici instancabili sotto tutti i punti di vista che ad un certo punto soccombono al peso di fatica e responsabilità.

Alcuni consigli per lo stress da rientro al lavoro

  • Imparare a delegare

Per quanto sia normale essere in pensiero riguardo a come staranno i nostri figli senza di noi, vivere con agitazione le ore in cui non siamo insieme significa non essere pienamente né con loro né con il lavoro. La separazione non è solo causa di sofferenza, ma anche un’opportunità di sperimentare la diversità nell’accudimento.

  • Acquisire la consapevolezza che essere madri ha potenziato le nostre capacità

Non mettetevi sotto pressione solo perché adesso dovete dimostrare di rendere più di prima. Continuate a svolgere il vostro lavoro al massimo delle vostre possibilità, lasciandovi scivolare addosso l’idea “vediamo adesso che sai fare”. Ci sono molte ricerche che dimostrano che le capacità di pensiero, organizzazione, produzione e relazione delle donne si potenziano con la maternità. E’ la vita (e la vita non è a compartimenti stagni). Sta a voi tirare fuori le vostre nuove competenze.

  • Non trascurarsi

Ogni lavoro retribuito prevede delle ferie e dei momenti di riposo, la genitorialità (la maternità in particolare) tende a non averne. Prendete i vostri spazi, ammettendo che ogni fatica richiede un momento di recupero delle energie, per poter affrontare al meglio quello che viene dopo. Pianificate questo con il partner e con chi può esservi di aiuto nella gestione della casa e dei ragazzi.

  • Non fingere di essere quello che non siamo

Tutto ciò che ci rende felici, andrà a beneficio dei bambini. Questo significa che se volete stare a casa dovete stare a casa, se volete sentirvi realizzati nel lavoro dovete rientrare a lavoro. Fingere non porta serenità in famiglia, abbiate fiducia nel fatto che una madre soddisfatta è un modello più potente di una madre frustrata che cuoce torte e pulisce casa da mattina a sera. E viceversa.

E infine… un piccolo segreto

La morale della favola è che se sei una di quelle mamme preoccupate di fare tutto il possibile per crescere il ragazzo più intelligente, sano, e ben adattato del pianeta, per favore, prendi una pausa. Il segreto è “fai ciò che è giusto per te”. Se questo significa stare a casa, stai a casa. Se hai deciso di conciliare casa e lavoro, non pensare di poter fare tutto alla perfezione. Se questo significa tornare a lavoro quando il bambino ha un mese, vai e abbi fiducia nel fatto che tuo figlio crescerà benissimo, perché tu lo ami. Non sarà lo stesso se dovrai mettere i tuoi sogni, o la tua salute, o la tua serenità in stand-by. Quindi, stai nell’attimo presente.

Non fingere. Esprimi ciò che sei, ora. E’ questo il modello per i bambini.

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