Da 14 dicembre 2011 0 commenti Leggi tutto →

Come consolare un capriccio

ADV

 

 

Quando un bambino piccolo piange non va “zittito” immediatamente, bisogna lasciare libero sfogo alle sue emozioni, perché solo così si sentirà capito.

Oltre all’intelligenza cognitiva esiste anche l’intelligenza emotiva, che si misura con il Q.E., quoziente emotivo, che non è altro che l’insieme delle funzioni mentali che ci fanno riconoscere le emozioni che proviamo in modo consapevole.

Le emozioni sono sempre presenti nella vita umana.

Non dobbiamo pretendere che i bambini non vivano tutte le emozioni, anche quelle negative. Se non capiamo le emozioni del bambino, ad esempio il pianto, sbagliamo perché costringiamo il bambino a trattare le proprie emozioni come qualcosa di non importante, e  così non imparerà mai a gestirle.

I comportamenti corretti  in base alle fasce d’età sono :

Fra i tre e gli otto mesi dobbiamo trasmettere al piccolo fiducia con carezze e parole sussurrate.

Tra i 6 e i 14 mesi dobbiamo passare ai giochi di imitazione, perché se noi sorridiamo anche lui/lei lo farà.

Tra i 12 e i 20 mesi invece il bambino prende consapevolezza di sé, come persona distinta dalla mamma.

E tra i 18 e i 30 mesi i bambini riescono ad esternare le loro emozioni soprattutto con il gioco.

Ci sono frasi che sono sempre sbagliate , ad esempio : Sei cattivo! oppure Ma come ti sei combinato!!

A volte il modo in cui comunichiamo con il bambino è fondamentale. Dobbiamo cercare di dire le stesse cose ma con termini più dolci, anche se a volte è difficile. Invece di dire sei cattivo, possiamo dirgli: Oggi stai esagerando con tua sorella, lo fai perché sei geloso?

Conoscere le emozioni significa riuscire a controllarle e soprattutto quando si tratta di un capriccio.

Voi come gestite i capricci dei vostri piccoli? Ci raccontate come vi comportate nel  Forum di BlogMamma.

Immagine : tuttasalute.net

 

 

 

 

 

Postato in: Bambino

Scrivi un commento