Come distinguere depressione post parto e baby blues

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Depressione post parto e baby blues non sono la stessa cosa.

L’esperienza della maternità non è solo gioia e felicità esiste un lato più o meno oscuro che ciascuna donna conosce bene ma che spesso non è in grado di rilevare e valutare da sola.

La nostra Valentina Tenani ha intervistato la dottoressa Paola Cipriano, psicologa e psicoterapeuta che ha fondato l’Associazione scientifica italiana psicologia perinatale (ASIPP) che si occupa della formazione per operatori del settore materno infantile conducendo lezioni in corsi di alta formazione e master per interventi di prevenzione, sostegno o psicoterapia per donne e mamme.

Nel video illustra le principali differenze tra depressione post parto e baby blues.

Ed inoltre suggerisce alle neomamme quali possono essere i sintomi di cui preoccuparsi e quali i consigli su come affrontare la maternità con serenità.

Che cos’è il baby blues?

Il baby blues è un disturbo transitorio.

Si verifica generalmente nella prima settimana dopo il parto. Si caratterizza per crisi di pianto, malinconia, irritabilità e inquietudine, perdita di concentrazione.

Il baby blues è un disturbo fisiologico causato dal significativo cambiamento ormonale successivo al parto e alla stanchezza dello stesso.

Di solito si risolve da solo dopo 15 giorni.

Che cos’è la depressione post parto?

La depressione post parto presenta sintomi più intensi e duraturi.

Il disturbo non è un malessere ma uno stato invalidante che interessa la donna molte settimane dopo il parto ed interferisce con la sua capacità di interscambio di comportamenti e di emozioni con il suo bambino.

In Italia si può stimare che su 576.659 nascite all’anno almeno 46.000 donne possono soffrire di depressione post parto (dati ISTAT 2008).

I sintomi della depressione post parto

I sintomi  più frequenti che possono far sospettare una depressione post parto comprendono:

  • Tristezza, abbattimento, sentirsi “giù” per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno
  • Perdita di interesse e di piacere nei confronti di attività che prima di solito piacevano
  • Senso di valere poco, di essere una fallita, di essere inutile o senso di vuoto
  • Senso di colpa eccessivo, convinzione di essere indegna
  • Difficoltà a concentrarsi a lungo nelle cose che si fanno o di prendere decisioni, anche piccole
  • Incapacità di pensare lucidamente
  • Disturbi del sonno
  • Cambiamenti nell’appetito
  • Agitazione, irrequietezza o invece rallentamento
  • Perdita di energia, facile stanchezza
  • Preoccupazione costante nei confronti del bambino (anche in assenza di problemi oggettivi)
  • Disinteresse nei confronti del bambino
  • Timore di poter fare del male al bambino o a se stesse
  • Pensieri negativi ricorrenti, anche idee come “non vale la pena vivere”.

Alcuni consigli

La mamma perfetta non esiste

Il primo mito da sfatare è che le mamme perfette non esistono.

Le neomamme vivono con frustrazione e vergogna il loro malessere a pochi giorni dal parto.

Abbassare le aspettative

La paura di essere considerate delle madri inadeguate, alimentata da aspettative poco realistiche, può portare le donne a sentirsi colpevoli e ad essere poco inclini a cercare aiuto, dimenticando che occorre tempo per adattarsi alla maternità.

Farsi aiutare

Le neomamme non devono isolarsi ma avere sempre qualcuno accanto, che possa supportarle ed aiutarle sopperendo alla loro naturale stanchezza e debolezza post parto.

Non isolarsi

Stare da sole con il bambino. Isolarsi non giova alla neomamma né tantomeno al suo bambino.

Meglio uscire o avere accanto altre persone e neomamme, potrà aiutare per capire che non si è le uniche a vivere queste emozioni e sentimenti. a mano nella gestione della casa e del neonato.

Come diceva Churchill:

Non esiste una mamma perfetta ma milioni di modi per essere una buona madre.

 

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