Come educare i nativi digitali: 5 consigli

Nativi digitali

Se un tempo bastava spegnere la televisione, oggi non è più così semplice. I nostri bambini, i nativi digitali nascono in un mondo dove penna, tablet e wifi sono delle risorse sempre a disposizione. La pervasività della tecnologia nella loro e nostra quotidianità richiede nuove strategie educative.

Nuovi modelli educativi in grado di riconoscere ed evidenziare i rischi connessi al digitale ma anche coglierne le straordinarie opportunità. Staccare la corrente o nascondere il telecomando non è più sufficiente. Sollevare le spalle e affermare “Sono più bravi loro – i bambini – con le nuove tecnologie” è molto rischioso.

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I genitori dei nativi digitali

Essere genitori è il mestiere più difficile del mondo. Ne siamo consapevoli. Non esiste una scuola. Non esiste una regola valida per tutti. Ma oggi un genitore non può non occuparsi seriamente dell’educazione digitale dei propri figli.

Nativi digitali

Ecco perché abbiamo trovato molto interessante ed utile il libro “Prontuario per genitori di nativi digitali (Ledizioni 2018). Il testo scritto a quattro mani da due esperti dell’hi-tech e del web Gianluigi Bonanomi e Fiorenzo Pilla che risponde a tante – oltre 100 domande che generalmente i genitori si pongono rispetto ai loro figli e alla tecnologia.

Abbiamo chiesto agli autori alcuni suggerimenti da adottare con i nostri piccoli nativi digitali.

 

5 consigli sull’utilizzo delle nuove tecnologie

1) Definire limiti di utilizzo in base all’età dei bambini o dei ragazzi

I device elettronici sono senza dubbio strumenti utili e stimolanti. Il loro utilizzo, tuttavia, va sempre temperato da altre attività, didattiche o di svago, che hanno origine nel mondo fisico. Per questo motivo è sempre utile definire, per bambini e ragazzi, regole di utilizzo che prevedano dei limiti temporali. Limiti che saranno logicamente molto stringenti nel caso di bimbi piccoli e meno nel caso di adolescenti.

Per fornire un riferimento, il limite di utilizzo consigliato per i bambini dai tre ai sei anni è di 30 minuti al giorno. Mentre prima di questa età sarebbe meglio evitare del tutto l’utilizzo.

Gianluigi_Bonanomi

Gianluigi Bonanomi

E’ opportuno, inoltre creare degli spazi “device free” in cui sia adulti che ragazzi non utilizzino smartphone e tablet. Ad esempio i pasti o le ore da dedicare a un sano sonno ristoratore.

2) Confrontarsi con i ragazzi sulle app che utilizzano per acquisire competenze e conoscenza

E’ facile constatare come bambini e ragazzi siano spesso un passo avanti quando si parla di nuove tecnologie e, soprattutto, di strumenti per l’interazione digitale. Questo ci porta spesso a ignorare cosa i ragazzi effettivamente facciano nel tempo che dedicano all’utilizzo degli smart device e, proprio per questo motivo, è importante parlarne con loro mostrandoci incuriositi e interessati. In questo modo non solo sapremo qualcosa in più su come i nostri figli impiegano il proprio tempo, ma acquisiremo competenze utili e interessanti.

3) Non lasciare i bambini da soli nell’utilizzo dei device

Per quanto forte e comprensibile possa essere la tentazione di concedersi un attimo di pausa lasciando i propri bimbi in compagnia del tablet e dei loro cartoni animati preferiti, dobbiamo tener ben presente che molti canali di visualizzazione, come Youtube o Dailymotion, contengono contenuti a loro non adatti che possono essere visualizzati anche partendo da video davvero dedicati ai bambini.

Se è vero che utilizzando app e servizi specifici come Netflix o Amazon Prime Video questo rischio si riduce, è altrettanto vero che l’esperienza di visione da parte dei bambini, sui tablet come in tv, è qualcosa per cui è sempre meglio prevedere la presenza di un adulto.

Anche nei contenuti pensati per un pubblico molto giovane, infatti, possono essere presenti momenti di forte impatto emotivo rispetto ai quali, per un bambino, la presenza e il confronto con una figura adulta sono fondamentali.

Fiorenzo_Pilla

Fiorenzo Pilla

4) Prestare attenzione ai contenuti che vengono scaricati per valutare quanto siano adatti alle diverse fasce d’età

Un po’ come accade con i video, ci sono giochi e applicazioni che sono adatti ad alcune fasce d’età e per altre lo sono meno o non lo sono affatto. Condividere con i ragazzi una regola che preveda di scaricare app e giochi solo dopo averne parlato con i genitori e avendo ricevuto il loro permesso, può evitare che bambini e ragazzi siano esposti a elementi disturbanti o che generino turbamento.

5) Spiegare ai bambini e ai ragazzi i pericoli che derivano dal dialogare con sconosciuti e dal diffondere contenuti espliciti od offensivi

I ragazzi utilizzano gli smart device per gran parte del tempo in autonomia, per questo è importante discutere con loro di quali pericoli possano derivare da alcune azioni estremamente rischiose come il dialogare con sconosciuti o il diffondere contenuti offensivi o sessualmente espliciti, sia che riguardino se stessi sia che abbiano come protagonista qualche amico o conoscente.

Tablet e favole

Il tablet può essere un ottimo strumento per la lettura delle favole, anche perchè fornisce la possibilità di integrare il racconto con piccoli elementi multimediali che rendono l’esperienza del racconto più interessante e coinvolgente.

Ne è sconsigliato, tuttavia, l’utilizzo per “la favola della buonanotte“, sia perché la “luce blu” caratteristica di molti schermi rende più attivi ed è un ostacolo al relax, sia perchè, come detto in precedenza, è utile definire alcuni momenti in cui i device non si utilizzano.

Nativi digitali

Tablet e smartphone al ristorante?

Al ristorante i tablet non dovrebbero assolutamente essere presenti sulla tavola. Le ragioni sono diverse. Innanzitutto, i bambini al ristorante vengono spesso lasciati da soli a guardare video e questa non è una mai una buona idea. In più il momento dei pasti è il candidato ideale come spazio in cui non si utilizzano smartphone e tablet. In aggiunta, quella del pranzo o della cena fuori è una socialità molto fisica, familiare e culturale. Insegnare a stare a tavola serenamente e nella convivialità è già una sfida non semplice senza aggiungere distrazioni tecnologiche.

 

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