Da 21 febbraio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Come funziona l’allattamento al seno

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E’ bene comprendere come funziona la produzione di latte materno per potersi orientare nella selva di suggerimenti che riceverete. Bere birra o bibite gassate, attaccare il bebè per un tot. di minuti o un tot. di volte al giorno, scegliere questa o quella tisana per accrescere la produzione di latte… ne sentirete di tutti i colori. In realtà, tutti questi metodi largamente invalsi non hanno alcuna base scientifica.

La produzione di latte materno viene regolata da due ormoni, prolattina e ossitocina. Essi raggiungono picchi elevatissimi all’espletamento del parto (la prolattina in realtà cresce gradualmente ma significativamente in tutta l’ultima parte della gravidanza per preparare il seno alla nuova funzione), per rendere possibile l’avvio del funzionamento delle mammelle, tuttavia ciò che è indispensabile perché la produzione abbia inizio è la suzione del neonato.

Essa, agisce come un vero e proprio interruttore. Il corpo, infatti, esercita una funzione di controllo nei confronti di una funzione dispendiosa come la produzione di latte:  se e quando perviene l’informazione che essa è effettivamente necessaria, perché il neonato esiste e sta chiedendo di essere nutrito,  solo allora consente di azionare effettivamente la lattogenesi.

Allattamento al seno

Allattamento al seno

Tale controllo è perennemente attivo: il corpo femminile può produrre quantità notevolissime di latte, ma lo fa solo se ne riceve, regolarmente e costantemente, l’esplicita richiesta da parte del bambino. La suzione del capezzolo comunica al cervello tale richiesta, innescando la produzione massiva di prolattina (che induce le ghiandole a fare il latte) e la produzione massiva di ossitocina (che  permette la fuoriuscita del latte dal capezzolo).

Il ciclo di questi due ormoni è breve, quindi se dopo alcune ore la richiesta non viene reiterata, i loro livelli in circolo gradualmente si abbassano e così viene a calare la stimolazione delle ghiandole mammarie, fino alla graduale cessazione completa della produzione di latte. La logica, ripeto, è la medesima di un interruttore a tempo.

Allattamento al seno

Allattamento al seno

Tutto questo per dire che la produzione di latte può essere avviata solo se il nostro bambino succhia al seno, e la quantità di latte prodotta sarà proporzionale alla richiesta del bambino. Il meccanismo di controllo del nostro corpo infatti è talmente sofisticato da non avere solo la funzione “on/off”, ma da regolare la quantità di latte da produrre in base alle necessità del bimbo, rilevate attraverso la durata, la frequenza e la profondità delle poppate.  Se il bimbo poppa molto, il seno produce molto;  se il bimbo poppa poco o raramente o non svuota i seni, il seno produce poco.

Questa, a mio avviso, è veramente la cosa da sapere per poter iniziare serenamente e consapevolmente l’allattamento. Se attacchiamo il nostro bambino spesso e a lungo, avremo tutto il latte necessario. Se percepiamo la necessità di incrementare la produzione di latte, il primo presidio è stimolare il bambino ad attaccarsi al seno più spesso o più a lungo, mediante una serie di accorgimenti istintivi (un piccolo massaggio alla schiena del neonato, tenerlo lungamente il seno a sua disposizione e stando in contatto pelle-a-pelle con lui, giocare affettuosamente con lui per rendere l’allattamento un momento piacevole in una globalità di sensi…). Qualche suggerimento in questo senso verrà nelle domande-risposte della nostra rubrica, nelle prossime settimane.

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Immagine: nikitaitaly.wordpress.com

Postato in: Allattamento
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