Da 9 gennaio 2010 0 commenti Leggi tutto →

Come vestire un neonato?

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Nastrini, pizzi… una volta, gli abiti dei neonati erano pieni di fronzoli. Oggi la tendenza è semplificare, a vantaggio del piccolo, più libero nei movimenti, e della mamma, che fa meno fatica a lavare e a stirare. Ma come regolarsi  e come vestire un neonato?

Innanzitutto sia che i vestitini siano stati prestati da qualche amica, già mamma a sua volta, sia che siano stati acquistati in un negozio, prima di farli indossare al piccolo sarebbe bene dargli una rinfrescata. Può darsi, infatti, che siano rimasti in un cassetto oppure esposti in uno scafale per molto tempo. O, ancora, che siano stati maneggiati da più persone. Lavandoli, non solo si ottiene una maggiore garanzia d’igiene, ma si ha anche la sicurezza che la delicata pelle del bambino non entri in contatto con sostanze estranee che potrebbero causargli irritazioni o arrossamenti.

Nei primi due o tre giorni dalla nascita, il neonato ha bisogno di essere coperto un po’ più del solito. Dunque vediamo l’abbigliamento ideale alla nascita:
– un body di cotone, meglio se  maniche corte perché più pratico;
– una tutina, preferibilmente con le maniche lunghe, anche se è estate;
– delle babbucce da indossare sopra la tutina;
– una copertina morbida, in lana o in ciniglia, da tenere sempre a portata di mano, con cui avvolgerlo quando lo si solleva dalla culla.
E’ importante ricordare che, per quanto il neonato abbia bisogno di stare al caldo, in base alle raccomandazioni riguardanti il pericolo di SIDS, o morte in culla, nell’ambiente che lo accoglie la temperatura non dovrebbe superare i 18-20°C.

Ma come possiamo capire se il bambino ha freddo? In genere, il primo gesto che noi mamme facciamo è toccare le manine e i piedini del piccolo per sentire se sono freddi. In realtà bisogna considerare che nei bambini così piccoli i piedi e le mani tendono a essere solitamente freddi. Per regolarsi, invece, occorre sentire la temperatura di petto e addome, se sono freddi, il piccolo deve essere scaldato. Altri segnali da considerare sono l’aspetto del faccino, pallido e a piccole chiazze rosse e bianche e lo stato del bambino, cioè se è inquieto o respira più in fretta del solito. Al contrario, se il neonato appare arrossato sulle guance, probabilmente ha caldo.

L’errore più comune tra noi mamme e, soprattutto, tra le nonne in fatto di abbigliamento del neonato è quello di coprirlo esageratamente. In realtà, trascorsi i primi giorni, possiamo tranquillamente vestire il neonato con gli stessi criteri con cui vestiamo noi stessi. La strategia migliore è quella di ricorrere a un abbigliamento “a cipolla”: tanti strati leggeri, piuttosto che un unico capo troppo pesante, da togliere secondo le necessita. Meglio prediligere vestitini comodi e pratici, con facili aperture e chiusure, preferibilmente sul davanti, in fibra naturale o cotone, lana, lino o seta che oltre a tenere il piccolo al caldo fanno respirare la pelle, consentendo una corretta eliminazione dell’umidità prodotta dall’organismo.

E quando si esce per la passeggiata? Il bambino va sempre vestito a strati, se lo si porta fuori nel marsupio, nelle stagioni intermedie sopra la tutina si potrà mettere una giacchina in lana o in cotone mentre i piedini andranno sempre protetti con le babbucce. In inverno, andranno usati una tuta imbottita e i guanti. Se invece il piccolo è in carrozzina, la copertura andrà esterna. Nella stagione fredda, molto pratico è il sacco in trapuntino. Da non scordare il cappello, specialmente nelle giornate di vento. E se il freddo è tanto conviene coprire bocca e naso con una sciarpina.

Ed ora le mosse giuste per vestire il neonato:
– preparare tutto l’occorrente e tenerlo a portata di mano;
– fare movimenti delicati ma decisi;
– per infilare un indumento dalla testa, allargare prima lo scollo;
– per infilare la manica, prima arrotolarla, poi far passare la propria mano e prendere quella del piccolo. A questo punto srotolare la manica sul suo braccio.

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