Da 3 novembre 2009 0 commenti Leggi tutto →

Concepimento: anche l’età dell’uomo influisce sulla fertilità

ADV

Studi scientifici hanno messo in evidenza come a influire sul concepimento non sia solo l’età materna, ma anche quella paterna. Se la diminuzione della fertilità femminile con l’avanzare degli anni è ormai un dato scientificamente acquisito, si è cominciato a puntare l’attenzione anche sul versante maschile. Si è così scoperto che non è vero che l’età dell’uomo non conti.

Se il futuro papà ha più di 40 anni, vi può essere una significativa riduzione della capacità riproduttiva, in particolare se fuma, beve alcolici, vive in città inquinate o ha infezioni. E in base a ciò gli uomini di una certa età possono anche essere i diretti responsabili di aborti e malattie genetiche nei figli. Infatti sulle donne non ci sono dubbi ormai da diversi anni: la fertilità femminile comincia a ridursi a partire dai 30 anni e decresce rapidamente dopo i 35 anni, a causa della progressiva diminuzione qualitativa e quantitativa delle cellule uovo, il cui numero è stabilito in ciascun organismo femminile sin dalla nascita.

Anche la fertilità maschile sembra calare con il passare degli anni e diversi studi lo stanno dimostrando. Una ricerca californiana ha messo in luce come l’aumento dell’età dell’uomo, soprattutto superati i 35-40 anni, sia associato a una minore qualità dello sperma, con una riduzione del volume e del numero di spermatozoi, oltre che della loro motilità e, quindi, a una notevole diminuzione della capacità riproduttiva.

L’avanzare dell’età paterna è collegata al rischio di difetti congeniti nel feto. Negli aspiranti papà maturi, in particolare, si accrescono le anomalie cromosomiche degli spermatozoi, che possono a volte provocare aborti spontanei. Dunque se il padre ha più di 40 anni, è maggiore di circa il 60 per cento il rischio di aborto spontaneo rispetto a gravidanza in cui il padre ha un’età inferiore ai 30 anni. Poiché anche l’età materna avanzata determina un aumentato rischio abortivo, questo pericolo sarà ancora più elevato quando a incontrarsi saranno cellule uovo di donne, con più di 35 anni e spermatozoi di uomini ultraquarantenni.

Inoltre sembrerebbe che l’età paterna avanzata si associ a un accresciuto rischio nel feto di problemi cardiaci, malformazioni gastroesofagee, anomalie muscolo-scheletriche, sindrome di Down e altra nomali cromosomiche.

Dunque lo stile di vita è fondamentale e avere figli è in generale più difficile per chi fuma, bene alcol e abita in un ambiente interessato da un forte inquinamento. Le cattive abitudini, infatti, fanno calare la qualità, la concentrazione e la mortalità degli spermatozoi, compromettendone la capacità fecondativa. Le infezioni del tratto uro-genitale sono responsabili di circa il 15% delle infertilità. Anche in questa situazione l’età incide in modo negativo, poiché molto spesso questi disturbi sono asintomatici e quindi l’uomo, nel corso degli anni, non sapendo di essere infetto prolunga il contatto con i germi, subendo progressivamente dei danni alla qualità dello sperma.

Immagine:
more4kids.info

Scrivi un commento