Piccoli monelli in classe: cosa fare con i bambini difficili

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two angry kids posing together

Come intervenire nel caso di bambini che a scuola si rifiutano di ascoltare o di interagire con i compagni in modo cooperativo?

Guardare il mondo con gli occhi di un bambino di un anno, di cinque o di tredici anni, è sicuramente un’esperienza molto diversa. Ecco perché è molto importante mettersi continuamente nei suoi panni, per comprendere in che modo fa esperienza delle cose.

Capire le ragioni dei comportamenti

Ci sono mille ragioni che possono portare un bambino ad isolarsi o ad esprimere rabbia o aggressività nei confronti degli altri. Alcuni bambini, ad esempio, passano rapidamente alle mani per difendere il giocattolo che stanno usando. Pertanto, la prima cosa da fare è cercar di capire le ragioni di determinati comportamenti e quindi:

  • conoscere profondamente il mondo quotidiano del bambino e le sue esperienze relazionali (familiari e non)
  • avere delle aspettative realistiche sulle sue capacità e abilità
  • conoscere il suo livello di sviluppo

Posto questo, è importante tenere in considerazione che un bambino che usa le mani o che non vuole ascoltare non si sta semplicemente opponendo a qualcosa/qualcuno, ma sta comunicando quello che prova. Solo la comprensione di questi stati d’animo permette ad un adulto di comunicare col bambino e di aiutarlo a gestire i suoi sentimenti in modo positivo.

Un adulto che interverrà con il rimprovero o la punizione non farà che aumentare il senso di frustrazione del bambino e non lo aiuterà a difendere il suo spazio di autonomia.

Esiste un modo di insegnare al bambino che esistono delle regole nella relazione con l’altro, ma che un adulto può essere anche un punto di riferimento e qualcuno che rispetta le sue emozioni e i suoi sentimenti.

Come intervenire nei confronti di un bambino “difficile”

  • aiutarlo ad verbalizzare ciò che sente senza il timore di essere rimproverato (rassicurandolo sul fatto che anche noi adulti o gli altri bambini spesso provano emozioni simili)
  • comunicare ponendoci sempre alla sua altezza, in modo da avere sempre il suo contatto visivo
  • chiarire sempre che è sbagliato un comportamento, ma non il bambino stesso

In questo modo il bambino costruirà autostima e fiducia negli altri, che sono una solida base per relazioni sane.

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