Da 14 luglio 2009 1 commento Leggi tutto →

Creare il bonding tra i genitori e il bambino

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La parola bonding, che in inglese significa legame, indica quella relazione unica tra i genitori e il loro bambino, indispensabile per la sua sopravvivenza fisica e per la sua salute emotiva. Secondo Kennel e Klaus, che hanno studiato il processo di attaccamento, il bonding è una relazione unica tra due individui, specifica e perseverante nel tempo. Quali sono i fattori che favoriscono il bonding?

Il bonding inizia a formarsi già prima della nascita, quando la mamma percepisce il bambino nel ventre, e viceversa, il bambino percepisce la sua mamma e il suo papà, le loro voci e il contatto delle loro mani sulla pancia.

Fin dalla nascita è molto importante la vicinanza fisica della mamma e del papà con il neonato. In particolare, sono fondamentali le prime due ore dopo il parto, perché il neonato in quelle due ore si trova in uno stato di veglia tranquilla: apre gli occhi per vedere i genitori, ascolta le loro voci, cerca il seno della mamma, rivive nel suo abbraccio il contenimento dell’utero. Ogni routine ospedaliera, bagnetto incluso, andrebbe pertanto posticipata. Tutto quello che al bambino serve quando è appena nato è la vicinanza con la sua mamma e il suo papà, per potersi conoscere e riconoscere reciprocamente. E’ sufficiente che il piccolo venga avvolto in un telo tiepido e che venga affidato alle braccia dei suoi genitori. L’intimità che si crea tra di loro lo calma e lo rasserena. Trascorse le prime due ore, il neonato entra in uno stato di sonnolenza, e a questo punto si dovrebbe procedere con i controlli previsti dalla routine ospedaliera.

I bambini prematuri hanno tuttavia l’esigenza di essere allontanati subito dai loro genitori: questo ritardo nell’incontrarsi può generare nei neonati, come pure negli adulti, insicurezze e paure inconscie.

Anche i genitori infatti, come il piccolo, vivono nelle prime due ore dopo la nascita del loro bambino il loro periodo sensibile, e, se non hanno la possibilità di incontrarlo subito, di stringerlo, di abbracciarlo, rimangono spesso emotivamente sospesi. Questo ritardo può generare quindi, nel bambino come negli adulti, insicurezze e paure inconscie.

Il rooming-in, che ormai è consolidato in buona parte degli ospedali italiani, è un secondo requisito fondamentale perché il bonding possa instaurarsi subito, a partire dalla degenza in ospedale.

Il neonato crea il suo legame attraverso i sensi: vista, udito, gusto, ma ancor di più olfatto e tatto. Il contatto pelle a pelle è fondamentale.

L’allattamento al seno quindi è importantissimo, perché favorisce il contatto pelle a pelle tra la mamma e il suo bambino, per diverse ore al giorno nei primi mesi della sua vita.

Anche il massaggio del neonato, che oggi viene insegnato in molti ospedali e da diversi operatori esterni, è un altro strumento valido per favorire il contatto fisico tra i genitori e il bambino, per sviluppare la loro reciproca conoscenza e fiducia.

Se si riesce a creare un buon bonding nei primi mesi di vita del bambino, ogni successivo e inevitabile distacco del piccolo dai suoi genitori avverrà in modo naturale, non traumatico:  il bambino potrà quindi diventare grande con maggiore serenità, sicuro di sè, sapendo da dove viene e dove sta andando.

E voi avete siete riusciti ad instaurare da subito il bonding con i vostri figli?

Immagine: yourfamily.org.uk

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