Dal blog al bestseller e oltre: così parlò Enrica Tesio

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enrica tesio

È una sensazione nota: guardare il gruppo di ballerine di fila e individuare immediatamente chi, tra loro, diventerà l’etoile; riconoscere la fuoriclasse che arriverà alle olimpiadi nel gruppo di ginnaste di buone speranze.

È la sensazione che ho avuto io quando, rimbalzando di bacheca in bacheca, mi sono trovata a leggere i primissimi post di un’allora sconosciuta Enrica Tesio. Quella ragazza era stata capace di farmi ridere fino alle lacrime – ma anche di commuovermi fino alle lacrime.

A mia discolpa posso dire due sole cose:
1) Enrica Tesio è brava
2) Molto brava

Fatto sta che non mi ha sorpreso sapere che, a pochi mesi dalla nascita del blog Tiasmo, Enrica è stata precettata da Mondadori per scrivere il suo primo romanzo.

Primo, perché Enrica non è una blogger prestata alla scrittura ma una scrittrice prestata alla blogosfera.

Enrica, essere notate da una casa editrice è il sogno di molte blogger. A te è successo. Mi racconti quel momento?

Ero in ufficio, il blog era aperto da pochi mesi, mi è arrivato un messaggio su facebook da Giulia Ichino, direttrice editoriale della narrativa Mondadori (allora non lo sapevo, ora lo so). Era una mail di rara gentilezza che iniziava con “che ne dici di un romanzo?”. Ho scosso la testa per giorni. Il mio problema e la mia salvezza è che tutto quello che mi è capitato non era nei piani. Ho sempre scritto ma non ho mai pensato di pubblicare. La prima reazione è stata: questi son matti e io non ne sarò mai capace.

Il tuo romanzo è nato in tempi brevissimi. Come diavolo hai fatto?

Mi sono divertita. Il divertimento è il motore per tutto quello che faccio, se mi annoio mi spengo, se mi diverto sono un soldatino o meglio un panzer.

Avere una copia del tuo romanzo “La verità, vi spiego, sull’amore” è diventato virale: quasi tutti i tuoi followers hanno pubblicato nei social una propria foto con il tuo libro, a testimonianza della loro fedeltà di lettori. Ti aspettavi un simile successo?

No. Un mio amico qualche giorno prima della pubblicazione mi ha detto: “ma non lo vedi? stanno aspettando il tuo libro come si aspetta il figlio di un’amica cara”. Io faccio sempre un’alzatina di spalle in questi casi, muovo un po’ i ricci, ma dentro il cuore fatica a stare al suo posto.

Ci sono molti rimandi autobiografici. Come hanno reagito i protagonisti del tuo romanzo nel vedersi inseriti nella storia?

I rimandi ci sono, ma meno di quello che si possa immaginare. I bambini sono loro e loro, al momento, non dicono niente. Sara non esiste, sono un po’ io, un po’ la summa di tutte le mie più care amiche. E così per tutti i personaggi. La scrittura è sempre una semplificazione, la realtà è più sorprendente, almeno la mia. Le reazioni sono state positive, Matteo, il mio ex compagno, è comunque molto orgoglioso di me, ha letto il libro in fieri, eravamo d’accordo che se ci fossero stati passaggi per lui troppo forti o sgradevoli non li avrei inseriti. Non ha messo il veto su nulla, è stato bravo.

Sono passate meno di due settimane dall’uscita del tuo libro. Quali ripercussioni ci sono state sinora nella tua vita privata e professionale?

Ne è passata solo una proprio oggi! Gli amici sono sempre amici, i colleghi son sempre colleghi. Solo tutti più sorridenti e il caffé lo pago io.

Mi fa immensamente piacere averti nel comodino sorridente e salterina. Mi sembra di avere vicino un’amica con cui ho condiviso la gestazione e la nascita del suo terzo figlio, quello cartaceo e digitale. Non è una domanda, è un’affermazione.

Vedi che aveva ragione il mio amico? Solo che quando hai un figlio smetti di fumare, quando scrivi un libro è difficile non riprendere.

Proprio in questo momento, mentre ti intervisto, nella mia timeline di facebook iniziano a comparire frasi e quote tratti dal tuo romanzo sotto forma di “perle di saggezza”. Rischi di trasformarti in un fenomeno di costume. Come ti difendi dall’eventualità?

Alzatina di spalle e muovo un po’ i ricci.

Nella gallery, cover del libro e foto scattate dai lettori

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