Idee per le mamme: Dash finanzia progetti a favore dei genitori

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campagna di dash per aiutare le famiglie

Chi è mamma sa quanto è difficile, in un mondo in continuo mutamento e tuttavia ancora privo di reali sostegni alla famiglia, trovare un equilibrio per crescere i figli ed essere al tempo stesso lavoratrici, mogli, donne. Ultimamente si sta parlando sempre più spesso di un rinnovato bisogno di “comunità”, cioè di una rete di persone che sostenga la famiglia in tutti i contesti della vita quotidiana e sulla quale poter sempre contare.

Proprio per questo  Dash ha promosso l’iniziativa sociale “Idee per le mamme. Per un Paese a misura di famiglia”, che si propone di dare visibilità e aiuto concreto a quei progetti realizzati  da mamme per le altre mamme, da enti ed associazioni senza fini di lucro, che offrono un supporto concreto alla genitorialità.

L’iniziativa, avviata nell’ambito della campagna “più Mamma non si può”, vede la presenza di una mamma d’eccezione, l’attrice Maria Grazia Cucinotta. E’ possibile inviare il proprio elaborato fino al 30 aprile 2012, iscrivendosi online o in cartaceo nella sezione “Idee per le mamme” del sito http://www.dash.it/.

Le idee, già realizzate o in corso di progettazione, possono riguardare diversi ambiti della vita familiare come l’educazione, lo sport, la cultura o il tempo libero, e verranno pubblicate mano a mano nel blog della medesima sezione. Nel mese di maggio una commissione di esperti, presieduta da Roberto Marino – capo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri – e di cui farà parte anche la nostra Jolanda Restano, in qualità di imprenditrice e creatrice di Blogmamma e Filastrocche.it, selezionerà minimo 15 progetti tra quelli pervenuti, che riceveranno da Dash un contributo economico per la loro realizzazione.

La ricerca netnografica di Dash

L’iniziativa si basa in larga parte sui risultati della ricerca netnografica lanciata da Dash, “Il sostegno alle mamme per un Paese a misura di famiglia. Bisogni e risposte dalla rete”, il cui scopo è quello di indagare il mondo della maternità e della genitorialità, scoprendo attraverso il web le modalità di comunicazione, le iniziative e i sentimenti più autentici legati a questo tema.

Dall’indagine, realizzata da The Talking Village, emerge un panorama estremamente variegato e complesso, che racchiude una pluralità di atteggiamenti e vissuti personali, e in cui il senso che predomina è quello di un cambiamento in atto. In particolare, molte mamme hanno dato una definizione di sé contrapposta a un altro modo di essere ritenuto negativo, per esempio in riferimento a modelli e convenzioni ormai “arretrate”, come se fosse ancora difficile darne una in termini di autostima positiva.

La ricerca si è articolata in due fasi: inizialmente attraverso il monitoraggio della rete – siti, forum, blog e social network – è stato osservato il contesto; successivamente sono state realizzate 33 interviste individuali, insieme a una continua analisi di dati, articoli e insight culturali. La rilevanza di questa indagine risiede soprattutto nell’adozione di una metodologia partecipativa, che vede cioè il coinvolgimento di persone da anni attive nella rete, prevalentemente bloggers e associazioni formate da mamme, e quindi interne al contesto che ci si proponeva di analizzare.

Nuove mamme e nuovi papà

Tra i risultati principali della ricerca acquista rilevanza l’emergere di una nuova figura di mamma, consapevole del suo ruolo senza timore delle sue imperfezioni, che accetta i propri limiti e non ha paura di condividere anche i molti lati oscuri della sua esperienza. Non esistono più etichette o categorie fisse, né tipologie materne oggettive, se non quelle imposte dalle convenzioni sociali, che ognuno faticosamente cerca di ridefinire in una costante ricerca di equilibrio e realizzazione personale.

Nuovo spessore acquista anche la figura del papà, al quale viene oggi riconosciuto un ruolo più attivo nell’accudimento fisico dei figli, nella gestione domestica e nel supporto psicologico delle proprie compagne. La loro disponibilità dipende ancora molto dal carattere e dalle attitudini personali, e si dividono tra molto presenti e “vecchio stampo”, ma in generale hanno voglia di essere più coinvolti dalle mamme, le quali devono sforzarsi talvolta di delegare.

I bisogni e i territori del supporto alla genitorialità

Tra le diverse aree in cui è stata particolarmente avvertita la necessità di un aiuto ai genitori sono state individuate quelle riguardanti la salute e il benessere, la sfera psicologica ed emotiva, la socialità e, in primissimo piano, il lavoro, sia nel caso di conciliazione famiglia/lavoro sia nella ricerca di consigli e indirizzi per “reiventarsi” dopo la maternità.

I bisogni psicologici ed emotivi per le mamme sono quelli di:

  • affettività e sostegno;
  • socialità, soprattutto nella fase critica del post-parto, che può generare isolamento e straniamento;
  • rassicurazione, per acquistare maggiore fiducia in se stesse. La paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di non poter esprimere sentimenti negativi verso la maternità sono argomenti ricorrenti.

Per quanto riguarda il lavoro, le madri si sentono spesso vittime ancora di retaggi culturali mai sopiti, e in molti casi riscontrano serie difficoltà a rientrare nella propria posizione (mobbing, posizioni più basse, assenza di strutture dove lasciare i bambini, poca cultura della flessibilità e della famiglia).

Nell’area della salute e del benessere fisico, è invece richiesta un’assistenza di tipo professionale, come un’ostetrica, che accompagni le prime settimane di vita del bambino e supporti in maniera pratica la madre.

La ricerca ha rilevato inoltre l’esistenza di un vero e proprio mondo di associazioni e realtà diverse, in cui i genitori, e le mamme in particolare, si attivano con idee e progetti per sostenersi a vicenda. Da questo punto di vista è apparso chiaro il ruolo fondamentale del web come luogo privilegiato di condivisione e discussione, in cui si sono moltiplicati gli spazi dedicati alla genitorialità e alla maternità, il più delle volte gestiti dalle stesse mamme, e diventando sempre più punti di riferimento.

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