Facciamo un figlio? E se poi non arriva…?

ADV

diventare genitori

Il desiderio psicologico didiventare genitori: complessità, criticità e importanza dell’aiuto

Se per gli animali lo stimolo alla riproduzione è un dato istintivo al fine della sopravvivenza della specie, nella coppia umana interviene qualcosa di diverso. Nell’affrontare il tema della genitorialità ognuno di noi si confronta con un elemento di assai maggiore complessità e profondità del semplice istinto: il desiderio. “Desiderio” èun termine che spesso si dà per scontato e che invece è denso di significati psicologici espliciti e impliciti ma anche culturali e sociali, significati che rispecchiano la struttura psicologica dell’individuo e della coppia, l’evoluzione della società, la storia del costume e della morale.

Influenza del contesto sociale e culturale sul desiderio di genitorialità

Il mondo psicologico dell’individuo e della coppia non possono essere adeguatamente compresi senza un riferimento anche al contesto storico e culturale in cui si vive. Il contesto ha il potere di influenzare il modo di concepire la famiglia, i ruoli, i legami, il modo di vivere la genitorialità e il significato che un figlio può assumere.

Facciamo qualche esempio. Nel recente passato l’investimento sui figli era caratterizzato dal loro ruolo di strumento per la riuscita economica della famiglia (“puerocentrismo strumentale”), oggi l’investimento sui figli è inteso come realizzazione personale dell’adulto (“puerocentrismo narcisistico”). La chiave di volta in questo passaggio è stato il progresso scientifico degli anni ’60 in materia di contraccezione che ha permesso il controllo della nascite: la procreazione da semplice evento biologico diventa una scelta. Questa scelta può essere programmata sia nei termini di rifiuto (“ora non voglio fare un figlio” oppure“non farò mai un figlio”) sia di desiderio assoluto (“ora voglio fare un figlio”) legato al desiderio di autorealizzazione individuale o di coppia.

Anche la società odierna ha dato un contributo in questo cambiamento. Oggi sentiamo meno il valore della regola e della disciplina e abbracciamo di più quello dell’efficienza. Non è più l’obbedienza disciplinare a determinare il valore dell’individuo bensì l’iniziativa, il progetto, i risultati ottenuti attraverso risorse e competenze personali. Cambia, come conseguenza, anche quello che viene sentito come difetto, come errore e quindi come sofferenza. Oggi ci si focalizza principalmente sul senso di fallimento per ciò che si potrebbe fare e non si è in grado di fare. Cosa ha a che fare tutto questo con il progetto genitoriale? Per rispondere a questa domanda si può provare a pensare all’ansia che facilmente si genera se il progetto non si realizza nei tempi e nei modi stabiliti.

La complessità del desiderio genitoriale nell’individuo e nella coppia

All’interno di questa cornice storica e culturale c’è l’individuo con la sua storia e i suoi vissuti personali. Non sempre il desiderio di avere un figlio è un desiderio puro e semplice, può al contrario essere denso di dubbi, paure e sofferenze anche difficili da identificare ed esprimere. Talvolta, prima di tuffarsi nell’esperienza generativa, qualora venga avvertito un disagio difficile da definire, vago ma insistente, può essere utile occuparsi della qualità del proprio desiderio, mettere le mani negli aspetti legati alla propria storia individuale, influenzati dal contesto culturale e sociale che ci circonda.

E’ un lavoro, quello che può essere fatto anche con l’accompagnamento di uno psicoterapeuta, sulle proprie motivazioni, che porta a chiedersi cosa si esprime attraverso il desiderio di genitorialità. Si apre la possibilità di inaugurare un dialogo con sé stessi per far sì che il desiderio di genitorialità non resti qualcosa di vago, denso di ambivalenze, paure o contraddizioni non messe a fuoco. Occuparsi del “benessere” del proprio desiderio è importante per poter affrontare una scelta così impegnativa in modo responsabile, consapevole e davvero libero.

Articolo a cura della Dott.ssa Chiara Montingelli e Dott.ssa Francesca Piazzalunga

Le stagioni della vita: un ciclo di incontri a Milano

Gli psicologi del Centro Clinico Area 25 promuovono a Milano l’iniziativa “Le stagioni della vita. Dalla coppia alla famiglia”, una serie di incontri aperti e gratuiti, su temi di grande attualità. Secondo incontro in calendario:

  • 20 Novembre 2014:
    CERCARE UN FIGLIO
    “Facciamo un figlio? E se poi non arriva..? Un confronto sul tema della procreazione”
    dott.ssa Caputo e dott.ssa NoviDott.ssa Chiara Montingelli e Dott.ssa F. Piazzalunga

Il ciclo di incontri si terrà presso
 CENTRO 
CLINICO
 Area
25, 
SIPRe
‐
Via 
C.
Botta,
 25
 Milano

 dalle 
20.30 alle 22.00
Per informazioni visitate il sito Area 25. Contatti: info@area25milano.it  oppure numero verde 800-589255

Dott.ssa Chiara Montingelli
Psicologa, psicoterapeuta SIPRe, collabora con il Centro clinico Area 25, lavora privatamente e presso il poliambulatorio H San Raffaele Respighi dove svolge interventi di sostegno psicologico e di psicoterapia per l’infertilità e la sterilità.

Dott.ssa Francesca Piazzalunga
Psicologa, psicoterapeuta SIPRe, collabora con il Centro clinico Area 25, lavora privatamente e presso la divisione di Oncologia Medica dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.

Scrivi un commento