Da 18 febbraio 2009 0 commenti Leggi tutto →

Diario di una mamma: a passeggio con il bimbo

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Sono passati tre mesi, e, complice il bel tempo, questi ultimi giorni sono stati molto dinamici rispetto all’apatia delle lunghe giornate invernali. Abbiamo fatto il primo viaggio. Il pupo, sistemato nel seggiolino sul sedile posteriore, era in compagnia della nonna. Durante il viaggio ha dormito molto, ma ogni volta che si destava si sentiva uno scambio di urletti e versetti tra nonna e nipote… E se non gli si prestava la dovuta attenzione, si rivoltava stizzoso.

Tornati dal viaggio, ho rivisto alcune mamme del corso pre-parto. Ci siamo date appuntamento davanti all’ospedale verso l’ora di pranzo. Ci siamo lasciate qualche mese fa col pancione e ci siamo ritrovate con carrozzine e passeggini. Dopo un po’ di chiacchiere nell’attesa che arrivassero tutte, abbiamo iniziato la sfilata per le vie della città, sperando di trovare un posto che potesse accogliere cinque mamme con cinque bambini nei loro cinque ingombranti carrozzini.

Trovata la pizzeria, abbiamo parcheggiato le carrozzine in fila e abbiamo praticamente  atteso che si svuotasse il locale, pieno di persone in pausa pranzo. Al via del proprietario, messo un po’ in difficoltà dall’improvvisata, abbiamo sfilato nella pizzeria sotto gli occhi increduli degli avventori. Non appena abbiamo varcato la soglia, quasi tutti i pupetti, come per incanto, sono passati dallo stato di sonno profondo ad uno stato di veglia rumorosa.

Tutti i bimbi con molto tempismo hanno iniziato a reclamare il latte nello stesso momento, stesso momento in cui anche le mamme avrebbero dovuto iniziare a mangiare. Chi si è tirata su la maglietta, chi ha tirato fuori un biberon, alla fine i pargoli si sono zittiti.

Infine oggi ho fatto una passeggiatona con un’amica: destinazione mercato. Ho allattato il bimbo prima di uscire e pensavo di avere una certa autonomia. In genere quando siamo all’aria aperta il bimbo dorme molto e tende a sentire la fame più tardi del solito. Stavolta no, dopo un’oretta si è svegliato, ha strabuzzato gli occhi  ed ha iniziato a fissarmi. Forse perché in genere esco con la fascia portabimbo, stavolta ho optato per il passeggino. Dopo poco ha iniziato a emettere urletti per chiacchierare, dopo un paio d’ore ha iniziato ad urlare come un’aquila, come se lo stessi scuoiando (!), non è servito a nulla prenderlo in braccio, se non a far vedere ai passanti sconvolti la sorgente di tanto rumore.

Non c’era modo di calmarlo. Siamo corse nel primo bar e ho iniziato ad allattarlo e dopo pochissimo si è placato… forse era solo sete! All’uscita dal bar gli ho piazzato un giochino sulla capotta del passeggino, così il bimbo ipnotizzato dal dondolio è sprofondato in un sonno profondo fino al rientro a casa.

Domani ci aspettano nuove avventure…

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