Da 14 gennaio 2009 6 Commenti Leggi tutto →

Diario di una mamma: vita con gli animali

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Abbiamo un pastore tedesco ed una micia. Il cane vive fuori, nel giardino, la gatta in casa.

La gatta è molto gelosa del nuovo arrivato. Mostra segni di insofferenza: per circa quindici anni, prima dell’arrivo del piccolo, è stata la regina incontrastata della casa. La più coccolata, ci ha sempre seguiti nella vita casalinga: in cucina sotto il tavolo durante la cena, in bagno, in camera, sul divano con noi… Ora è molto arrabbiata, soprattutto con me quando mi dedico al piccolino. Miagola disperata, si avvicina, lo annusa, vorrebbe venire in braccio mentre tengo lui, mi attende fuori dalla porta della camera e non appena apro si infila sotto il letto e attende che finisca di cambiare il bimbo. Cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione su di sé. Quando il piccolo non è tra le mie braccia, la micia se ne sta nella sua cesta raggomitolata, senza degnarmi di uno sguardo, come se volesse dirmi che non ci sta ad essere la seconda.  La gelosia della gatta mi causa un minimo di apprensione, non so se fidarmi e lasciare il piccolo dormire nella stessa stanza dove si trova la gatta, senza la mia sorveglianza, non so se temere qualche assalto o comunque qualche dispetto da parte della micia. Per ora, adotto tutte le precauzioni del caso, ma allo stesso tempo, non le posso impedire sempre qualsiasi tipo di avvicinamento, rischierei di peggiorare la situazione.

L’arrivo del piccolo pensavo che non avesse avuto alcun impatto sul pastore tedesco, che vive fuori casa. Sicuramente non è stata traumatizzata quanto la gatta, ma con stupore devo dire che, nonostante la sua giovane età,  ha un atteggiamento protettivo nei confronti del piccolo. Non me ne ero mai accorta, finché sono uscita da sola senza portarmi dietro il bimbo. Fino a quel giorno, ogni volta che passavo attraverso il giardino col bambino, mi sembrava che Kira fosse un po’ tiepidina nei miei confronti, pensavo fosse anche lei un po’ scocciata. Quando sono uscita sola, invece, mi ha fatto un sacco di feste, saltando come un tempo, senza serbarmi rancore. Successivamente, ho notato che quando passo col piccolo, i movimenti del cane diventano più delicati, più leggeri, mi accompagna su per la scala muovendosi composta e tranquilla accanto a me, come se volesse accertarsi che entriamo in casa sani e salvi.

Sono contenta che il bimbo possa crescere in compagnia di due animali, non vedo l’ora che inizino ad interagire. Spero di riuscirgli a trasmettere l’amore ed il rispetto per tutte le creature.

6 Comments on "Diario di una mamma: vita con gli animali"

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  1. Livia scrive:

    Ad essere sincera la situazione non mi pare così inconcepibile. Forse potrà diventare più problematica dopo, quando il piccolo inizierà a gattonare e mettere in bocca tutto quello che trova. Ma immagino che comunque gli animali siano sani e che un minimo di pulizia venga fatta, che non sia proprio un optional come dice. E non vedo soluzioni a breve scadenza, perché non mi sembra giusto pretendere che suo figlio si liberi degli animali, a cui sarà sicuramente molto legato.

  2. mariella scrive:

    Devo risolvere un caso che io ritengo inconcepibile,mio figlio, appena diventato papà, vive in primiscuità (in un piccolo appartamento) con tre cani di taglia grande ( che dormono sotto il letto), un gatto e tre cricetti. L’igene e la pulizia dell’appartamento sono un’optional, l’odore di escrementi e della lettiera insopportabili, se non ci seil abituato, i peli dei cani sono dappertutto. Nonostante anch’io ami gli animali e ho due gatti ( ma ho il giardino e tanto spazio), penso che le condizioni di vita a cui è costretto il piccolo appena nato da parte dei due genitori irresponsabili e incoscienti, sia un problema assolutamente da risolvere. Cosa pensate di questo caso? Pensate che nella mia regione queste situazioni succedevano un secolo fa, mentre questo si verifica nella ricca Bologna.

  3. laura scrive:

    si certo!

  4. Marianna scrive:

    Ma qualche carezzina in più… magari presto imparerà se non altro la tolleranza! Poi magari col tempo, anche a proteggerlo, a suo modo: una mia amica mi diceva che il suo gattone, quando il bimbo dormiva, non si muoveva dalla porta della cameretta, come per vegliare su di lui…

  5. Laura scrive:

    per ora cerco di evitare troppa promiscuità, più che altro per un discorso di igiene.è inevitabile la contaminazione, ma non vorrei bruciare le tappe troppo in fretta: il bimbo ha solo 2 mesi. la gatta perde pelo e per ora non me la sento di prenderla in braccio come facevo prima dove poi il bimbo appoggia il suo visino.

  6. Marianna scrive:

    Cara Laura, è incredibile quanto gli animali siano sensibili: chi non ne ha mai avuti penso non possa capirlo sino in fondo. E’ bellissimo che un bambino cresca in una casa dove ci sono degli animali, sono sicura che imparerà in modo spontaneo e naturale il rispetto per tutte le creature. Certo, la gatta gelosa è un bel problema… hai provato a coccolarla anche col bimbo in braccio?

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